Pd, a Provenzano l’incarico di traghettare il partito in Sicilia e superare le divisioni

IPA64767254 - Reggio Emilia. Incontro alla festa nazionale de l' Unita' Europa e Medio Oriente, fermare Netanyahu e costruire la pace con Romano Prodi, ex-primo ministro, Ehud Olmert, ex-primo ministro israeliano, Lucia Goracci, giornalista, Gad Lerner, giornalista e Peppe Provenzano, parlamentare del Pd. Nella foto Peppe Provenzano

di Franco Nuccio

PALERMO (ITALPRESS) – Il Pd siciliano sarà guidato fino alle prossime elezioni da un “gruppo di lavoro” coordinato dal parlamentare nazionale Peppe Provenzano, responsabile Esteri del partito ed ex ministro per il Sud. La decisione è stata presa oggi al termine di una riunione in streaming tra il responsabile organizzativo del Pd, Igor Taruffi, e i dirigenti regionali e nazionali.

I nomi degli esponenti dem che faranno parte di questa sorta di direttorio, comprendente tutte le “anime” del partito, non sono stati tuttavia comunicati. Una soluzione di compromesso maturata dopo le dimissioni presentate martedì scorso dal segretario Antony Barbagallo per stemperare le tensioni e favorire una tregua all’interno del partito.

Barbagallo aveva infatti annunciato le sue dimissioni proprio nel giorno in cui il tribunale di Palermo e la commissione nazionale di garanzia del Pd avrebbero dovuto esaminare i ricorsi, presentati da alcuni iscritti, contro la sua rielezione avvenuta nel corso dell’infuocato congresso del 27 gennaio dell’anno scorso, finito con urla, spintoni e accuse di brogli. Ricorsi che sono già stati ritirati, ad eccezione fino ad ora di quello firmato dagli esponenti dell’area Orfini, dopo il passo indietro, anzi il “passo di lato” dell’ormai ex segretario. Taruffi, che ha ringraziato Barbagallo per il suo gesto generoso, ha invitato i dirigenti siciliani del Pd alla responsabilità e all’unità del partito in vista dei prossimi importanti appuntamenti elettorali.

La fine della travagliata gestione Barbagallo, durata sette anni, e la nomina del “gruppo di lavoro” segnano la riappacificazione in Sicilia tra l’ala che fa capo alla segretaria nazionale Elly Schlein e gli esponenti che si riconoscono nel presidente Stefano Bonaccini, dal parlamentare europeo Giuseppe Lupo al capogruppo all’Ars Giuseppe Catanzaro.

Un accordo fortemente caldeggiato a livello nazionale per troncare ogni polemica e ricucire le divisioni all’ìnterno del partito sia in funzione delle Politiche, con la candidatura della Schlein alle primarie del campo largo, sia delle amministrative, con il Pd siciliano che non ha ancora sciolto il nodo di una eventuale candidatura alla Presidenza della regione a differenza degli altri partiti del centrosinistra.

Il leader di Controcorrente ed ex Iena Ismaele La Vardera da tempo ha annunciato la sua intenzione di candidarsi a governatore, anche il coordinatore regionale del M5s Nuccio Di Paola sarebbe disponibile mentre Matteo Renzi ha già lanciato il medico di Lampedusa ed ex europarlamentare del Pd Pietro Bartolo come candidato di Casa Riformista.

La decisione di affidare adesso la guida del Pd in Sicilia a un parlamentare siciliano di “peso” come Provenzano riapre adesso i giochi non solo nel partito ma in tutto il campo largo. Il Pd potrebbe infatti avanzare il nome dello stesso Provenzano come candidato autorevole alla Presidenza della Regione, anche se il diretto interessato non si è ancora espresso.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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