Cortei, Piantedosi “Nessuna repressione, il diritto di manifestare è garantito”

IPA86656711 - Palermo.Cerimonia di svelamento della Fiat Croma del Giudice Giovanni Falcone al Museo di Palazzo Jung,presente Giorgia Meloni e i ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio.

ROMA (ITALPRESS) – “Fino a quando ci saranno manifestazioni io sarò qui, proprio perché il diritto di manifestare è parte integrante della vita democratica e sarà sempre garantito. Quello che ci preoccupa è il ricorrente tentativo di frange organizzate di strumentalizzare i cortei per alimentare tensioni, provocare incidenti e creare situazioni di disordine. È su questo che continueremo a mantenere altissima l’attenzione, attraverso un’attività di prevenzione che le nostre forze di polizia svolgono quotidianamente con grande professionalità e che, se mi consente, sta cominciando a produrre i suoi effetti”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in un’intervista al “Corriere della Sera”, in merito alle recenti proteste che hanno interessato tutto il Paese contro il caro-vita.

“Parlo dell’attività di prevenzione costante e particolarmente articolata – ha spiegato -, che si fonda sul lavoro informativo, sull’analisi dei rischi e su uno stretto coordinamento tra le diverse articolazioni del sistema di sicurezza. Le centinaia di fermi preventivi e di perquisizioni che, sulla base di elementi concreti, le forze di polizia stanno svolgendo sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria sono gli elementi principali dei crescenti risultati finora ottenuti per prevenire incidenti”.

Sulle accuse rivolte al governo di voler reprimere il dissenso, Piantedosi è netto: “Da quando è iniziata questa stagione, non è stata vietata alcuna manifestazione, abbiamo consentito anche quelle che non erano state preventivamente autorizzate. Nonostante le centinaia di migliaia di persone scese in piazza, si registra pressoché l’assenza di manifestanti feriti a differenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine. Ogni ipotesi di repressione mi sembra quanto meno fantasiosa. Mi pare, piuttosto, che talvolta si tenda a confondere, anche strumentalmente, il sacrosanto diritto di manifestare con la pretesa di poter mettere in atto comportamenti violenti o contrari alla legge. Sono due cose profondamente diverse. Le forze di polizia non intervengono per reprimere le opinioni, ma per prevenire i reati e garantire la sicurezza di tutti, a cominciare proprio da chi manifesta pacificamente. E credo che questa distinzione dovrebbe essere patrimonio condiviso”.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

 

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