Onu, Waltz attacca Cuba “Il regime vive nel lusso mentre il popolo soffre” / Video

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Ospedali senza elettricità, frigoriferi spenti e famiglie costrette a vivere al buio. Mentre, secondo l’ambasciatore americano all’Onu Michael Waltz, la famiglia Castro continua a godersi ville, piscine, yacht e persino un’isola privata dotata di ogni comfort. Alla vigilia del voto annuale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla risoluzione che chiede la fine dell’embargo statunitense contro Cuba, Waltz ha scelto un attacco frontale al governo dell’Avana, mostrando ai giornalisti fotografie che, a suo dire, documenterebbero i privilegi della classe dirigente cubana. “Guardate quest’isola privata della famiglia Castro, con un porto turistico, una laguna con i delfini, diverse abitazioni e piscine”, ha dichiarato, indicando alcune immagini. “È stata appena ristrutturata. Con quello che costa mantenere questo impero immobiliare di lusso si potrebbe garantire elettricità ai cubani per anni”.

L’ambasciatore ha poi mostrato una celebre fotografia di Fidel Castro con due Rolex al polso, sostenendo che oggi varrebbero circa 40 mila dollari, e un’immagine dell’attuale presidente cubano Miguel Díaz-Canel con un orologio che, secondo Waltz, costerebbe 13 mila dollari. Non sono mancate le fotografie dei figli e dei nipoti della famiglia Castro in vacanza nel Sud della Francia, in Spagna e a bordo di yacht. “Le élite si arricchiscono mentre il popolo soffre”, ha denunciato Waltz, accusando i rappresentanti cubani di presentarsi alle Nazioni Unite come vittime per poi utilizzare il sostegno diplomatico ottenuto in Assemblea generale come strumento di propaganda interna.

Ma il confronto più significativo è arrivato quando un giornalista gli ha ricordato che l’Assemblea generale ha approvato per 33 volte risoluzioni che chiedono agli Stati Uniti di porre fine all’embargo. Perché Washington richiama le risoluzioni del Consiglio di sicurezza quando parla dell’Iran, gli è stato chiesto, ma non tiene conto di quelle dell’Assemblea generale su Cuba? “Abbiamo votato contro quella risoluzione, ed è un nostro diritto come Stato sovrano”, ha risposto Waltz, ribadendo che l’amministrazione Trump continuerà a esercitare pressioni sul governo cubano affinché cambi comportamento. L’ambasciatore ha contestato anche l’espressione “blocco” utilizzata dall’Avana, sostenendo che un vero blocco richiederebbe navi militari disposte intorno all’isola per impedire qualsiasi ingresso o uscita.

Secondo i dati citati da Waltz, dagli Stati Uniti continuano ad arrivare a Cuba merci, carburante e aiuti umanitari, compresi quelli distribuiti attraverso la Chiesa cattolica. “Dire che il popolo cubano soffre a causa degli Stati Uniti è una menzogna assoluta”, ha affermato. Waltz ha denunciato inoltre la detenzione di prigionieri politici, citando il caso di un rapper incarcerato per una canzone sgradita al governo, e ha accusato L’Avana di sfruttare economicamente i medici inviati a lavorare all’estero. Infine, un messaggio politico senza sfumature: “Il comunismo non ha mai funzionato, non funziona e non funzionerà. L’unica uguaglianza che produce è quella nella povertà e nella miseria”. Domani sarà ancora una volta l’Assemblea generale a esprimersi. Waltz prevede che il voto cambierà rispetto al passato.

– Foto screenshot video xo9/Italpress –

(ITALPRESS).

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