Trump, tra guerra ed elezioni torna l’incubo dei File Epstein

IPA88335987 - The Donald J. Trump and Jeffrey Epstein Memorial Bookmobile opened its national tour in Dallas TX with a panel discussion featuring three Epstein survivors, moderated by attorney/reporter/podcaster Katie Phang...The library includes 3,437 bound books containing 3.5 million files — the entire Epstein record, micro-printed and bound end to end, on display on shelves, and a timeline panel of the Trump–Epstein relationship that runs the length of the truck...The last shelf of the Epstein files, featuring binder 3,457..

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – C’è un fantasma che Donald Trump non riesce a scacciare dalla Casa Bianca. Nonostante la guerra con l’Iran, le tensioni internazionali e la campagna elettorale per il Congresso, il nome di Jeffrey Epstein continua a tornare.

Ancora questa volta le accuse sono particolarmente gravi. A una settimana dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, i democratici della Commissione Giustizia della Camera hanno pubblicato un rapporto di oltre 50 pagine che ricostruisce i rapporti tra Trump e il finanziere morto in carcere nel 2019, accusando l’attuale presidente di aver partecipato al sistema di abusi sessuali ai danni di giovani donne. Al centro del documento c’è una nuova e dettagliata accusa di stupro.

A formularla è Beatrice Keul, ex modella svizzera e concorrente di concorsi di bellezza, che racconta un episodio risalente al novembre 1993, quando aveva 24 anni. Secondo la testimonianza raccolta dagli investigatori democratici, Keul incontrò Trump durante un evento legato all’American Dream Pageant, al Plaza Hotel di New York, allora di proprietà del magnate. Trump le avrebbe promesso aiuto per ottenere un visto americano e l’ammissione alla New York University, attraverso Paolo Zampolli, agente di modelle italiano e futuro collaboratore delle amministrazioni Trump.

Durante lo stesso evento, secondo Keul, sarebbe intervenuto anche Epstein, presentandosi come il migliore amico di Donald e invitandola alle feste organizzate insieme a Mar-a-Lago. Più tardi, racconta la donna, Trump l’avrebbe fatta accompagnare in una suite dell’albergo, dove l’avrebbe violentata, provocandole ferite e lividi. Successivamente le avrebbe imposto il silenzio, ripetendole le promesse di aiuto per il suo futuro negli Stati Uniti. “Lo spettacolo deve continuare”, le avrebbe detto.

Si tratta di accuse non accertate ancora in sede giudiziaria, che la Casa Bianca respinge categoricamente. Keul aveva già denunciato pubblicamente nel 2024 un’aggressione sessuale, ma allora aveva descritto un tentativo di violenza, senza parlare di uno stupro consumato. Il nuovo racconto contiene dunque elementi sostanzialmente diversi, che richiedono ulteriori verifiche. Il rapporto, presentato dal deputato democratico Jamie Raskin, esamina complessivamente le testimonianze di undici donne che, secondo gli autori, collegherebbero Trump alla rete di Epstein. Cinque hanno formulato accuse dirette di stupro o aggressione sessuale.

Gli investigatori sostengono che negli anni Novanta concorsi di bellezza, feste e ambienti della moda sarebbero stati utilizzati come veri e propri “terreni di caccia” per avvicinare giovani donne. Tra i nomi citati emerge anche quello di Zampolli, indicato dai democratici come possibile figura di collegamento tra il mondo delle modelle e quello di Epstein. Anche queste ipotesi restano accuse da verificare. Raskin chiede ora la nomina di un procuratore speciale indipendente per indagare sui presunti complici del finanziere e sulle accuse di occultamento di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia.

La Casa Bianca risponde duramente. La portavoce Lauren Bis definisce il rapporto un disperato tentativo dei democratici di distogliere l’attenzione dai successi del presidente e sostiene che Trump sia stato completamente scagionato da ogni coinvolgimento nei crimini di Epstein. Il presidente ha sempre negato qualsiasi responsabilità. Resta però un precedente giudiziario: nel 2023 una giuria civile federale ha riconosciuto Trump responsabile di abuso sessuale e diffamazione nei confronti della scrittrice E. Jean Carroll, in una vicenda distinta dal caso Epstein.

Il problema per Trump è anche politico. Durante la campagna elettorale aveva alimentato le aspettative sulla pubblicazione dei documenti Epstein. Una volta tornato alla Casa Bianca, la gestione della loro diffusione ha provocato polemiche e nuove richieste di trasparenza. Ora, mentre gli americani si preparano a votare per il Congresso e la guerra con l’Iran continua a occupare l’agenda presidenziale, i democratici riportano Epstein al centro dello scontro politico. Le accuse dovranno essere verificate e il loro peso elettorale resta tutto da misurare, ma come avevamo previsto, il fantasma di Epstein continua a far tremare la Casa Bianca.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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