
ROMA (ITALPRESS) – “Porre fine alla guerra richiede un dialogo diretto”. Alexander Stubb motiva così la telefonata a Vladimir Putin di stamattina da Helsinki insieme al premier norvegese Jonas Gahr Store: un’iniziativa concordata con l’Ucraina, nel seguito dei colloqui di Oslo del 20 ottobre e in vista dei prossimi incontri ad Abu Dhabi.
L’obiettivo è trasmettere al presidente russo messaggi sui futuri negoziati per contribuire a fermare il conflitto. “Porre fine alla guerra richiede un dialogo diretto”, ha affermato Stubb, descrivendo la conversazione come “franca e sostanziale”. La geografia spiega l’urgenza dell’iniziativa: entrambi i Paesi confinano con la Russia e condividono un interesse per la stabilità e la prevedibilità della regione baltica e dell’estremo Nord, sottolineato durante il colloquio. “L’esito di questa guerra avrà un impatto diretto sulla nostra sicurezza e, più in generale, su quella europea”, ha osservato il presidente finlandese.
Helsinki e Oslo hanno delimitato il ruolo: Stubb e Store sono intervenuti come leader dei rispettivi Stati, senza parlare a nome dell’Europa nel suo complesso. Al richiamo alla sicurezza si affianca quello alle conseguenze umanitarie. “La guerra comporta enormi costi umani e materiali. La sofferenza e la distruzione segneranno generazioni”, ha dichiarato Støre, aggiungendo: “Nel colloquio abbiamo sottolineato l’importanza della de-escalation”. I due leader hanno ribadito che il sostegno all’Ucraina continuerà e che la guerra deve terminare con la ripresa dei negoziati. La nota finlandese non riferisce risposte di Putin o annuncia accordi.
FONTI P.CHIGI, EUROPA SCELGA RAPIDAMENTE NEGOZIATORE”
La telefonata a Vladimir Putin tenuta dal presidente finlandese Alexander Stubb insieme al premier norvegese Jonas Gahr Store, è “un’iniziativa condotta da due leader con cui il Presidente Meloni ha un rapporto di grande stima, alla guida di due Nazioni che confinano con la Russia e che hanno sempre sostenuto l’Ucraina. Ma questa telefonata dice soprattutto, e in maniera chiara, una cosa: in Europa non si è ancora trovato un accordo su chi debba rappresentare gli interessi del continente europeo nel processo di pace”. Così fonti di Palazzo Chigi.
“È proprio questo vuoto a spingere le singole Nazioni a muoversi su base nazionale. Gli stessi Stubb e Store hanno subito voluto precisare di aver parlato a nome delle rispettive Nazioni e non dell’Europa. Non potevano fare altrimenti, perché oggi nessuno può farlo – proseguono le fonti -. È per questa ragione che l’Italia sostiene da tempo che bisogna designare al più presto, e in modo condiviso, una o più personalità con un chiaro mandato a parlare a nome dell’Europa, questo per tutelarne al meglio gli interessi e la sicurezza. Il negoziato non aspetta: l’Europa non può permettersi di perdere ulteriore terreno, deve decidere chi la rappresenta e deve farlo rapidamente, non può continuare a muoversi in ordine sparso e in formati che mutano di settimana in settimana, pena la progressiva perdita di peso nel negoziato. Il Governo italiano è pronto a continuare a fare la sua parte perché questa scelta avvenga in tempi brevi”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).








