
BELGRADO (SERBIA) (ITALPRESS) – Si riaccende il confronto sulla libertà di stampa in Serbia dopo gli episodi avvenuti ieri sera nella capitale, dove gruppi di manifestanti hanno fatto irruzione negli studi dell’emittente televisiva Informer, interrompendone le trasmissioni, mentre davanti alla sede di Tv Pink si sono registrati lanci di uova e bottiglie.
L’Associazione indipendente dei giornalisti della Serbia (Nuns) ha espresso una dura condanna per quanto accaduto, secondo quanto riporta l’agenzia Tanjug. L’associazione ha denunciato le intimidazioni rivolte al personale delle redazioni e gli atti contro le strutture delle due emittenti. Secondo l’organizzazione, il ricorso alla forza per interrompere il lavoro dei media costituisce una grave violazione della libertà di espressione e del diritto all’informazione.
Nuns ha inoltre sottolineato che il dissenso nei confronti della linea editoriale di una testata non può giustificare incursioni negli studi, interruzioni dei programmi o danneggiamenti delle apparecchiature. Parallelamente, l’associazione ha annunciato la presentazione, nel pomeriggio, di un’iniziativa per chiedere la revoca della licenza di Informer all’Organismo di regolamentazione dei media elettronici (Rem).
La proposta, sostenuta da organizzazioni civiche, associazioni del settore e docenti di giornalismo delle università di Belgrado, Novi Sad e Nis, si basa sulla presunta reiterazione di violazioni normative e degli obblighi previsti per la programmazione televisiva, che secondo i promotori non sarebbero state adeguatamente sanzionate dall’autorità competente. Nella serata di ieri, alcuni dimostranti hanno raggiunto la redazione di Informer per contestarne l’orientamento editoriale, mentre altri si sono concentrati nei pressi della sede di Pink, emittente ritenuta vicina al governo sconfitto alle elezioni di domenica. In entrambe le situazioni si sono registrati momenti di tensione.
Secondo quanto riporta il sito del settimanale Nedeljnik, la Lista degli studenti, che ha ottenuto la maggioranza delle preferenze al voto di domenica, ha preso le distanze dalle azioni contro le sedi dei media, precisando di non sostenere iniziative che prevedano irruzioni nelle redazioni o nelle istituzioni. Il movimento studentesco ha ribadito che la difesa della libertà di stampa e la promozione di un giornalismo professionale devono passare attraverso gli strumenti istituzionali, con un ruolo centrale del Parlamento.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).








