PALERMO (ITALPRESS) – Guidare insieme le imprese del territorio nel loro percorso di crescita, anche attraverso il ricorso a competizioni in cui far emergere le proprie peculiarità nell’ambito dell’innovazione: questa la missione comune di UniCredit Sicilia e delle Università di Palermo, Catania e Messina, rilanciata attraverso Start Cup Sicilia.
L’appuntamento, giunto all’edizione numero 12, si propone di selezionare l’impresa che si è distinta maggiormente sull’isola nel campo del trasferimento tecnologico e della ricerca scientifica e applicata: le vincitrici avranno accesso al Premio nazionale per l’innovazione (Pni), in programma a Bari il 3 e 4 dicembre.
Nove i progetti partecipanti alla selezione finale: PharmaNature Precision, Discovergen e Petamag per l’Università di Messina, Chwelatec, Medithera e Tiresia per l’Università di Catania, Unipea, PaxCat e Aetos Ai per l’Università di Palermo. A vincere la Start Cup Sicilia 2026 e guadagnarsi l’accesso al Premio nazionale per l’innovazione è Aetos Ai.
“Start Cup Sicilia è un’iniziativa che ha assunto una valenza molto importante – sottolinea il Regional Manager di UniCredit Sicilia Salvatore Malandrino, – Ne siamo partner dal 2015 e per noi, in qualità di principale banca del territorio, l’obiettivo principale è avere un ruolo attivo nell’impegno a promuovere e supportare la realizzazione di progetti imprenditoriali, in modo da favorire la nascita di nuove imprese e contribuire allo sviluppo dell’economia regionale lavorativa dei giovani. C’è grande fermento per quanto riguarda l’imprenditoria giovanile: abbiamo quasi 800 imprese innovative in Sicilia, con una crescita rispetto alle 725 dell’anno scorso”.
Tali obiettivi, secondo Malandrino, “si possono realizzare attraverso una collaborazione con le Università: dobbiamo connettere mondo del lavoro e formazione per creare una cultura imprenditoriale nelle nuove generazioni. La Sicilia si sta muovendo bene in questa direzione: noi supportiamo anche le start-up attraverso la nostra piattaforma UniCredit StartLab, che serve per individuare e accompagnare le migliori start-up e Pmi innovative nella realizzazione dei loro progetti. Nell’ultima call del 2026 abbiamo ricevuto da tutta la Sicilia 55 business plan: negli ultimi due anni si è passati da 37 a 50 a 55, segno di un grande fermento imprenditoriale da parte dei nostri giovani. Il 70% di questi progetti sono pervenuti da under 30 e il 33% da donne: un elemento che certifica come anche l’imprenditoria femminile in Sicilia stia avendo un grande slancio. Ogni anno facciamo una call, alla quale si iscrivono le start-up, e c’è una selezione: le imprese scelte vengono seguite in maniera molto ravvicinata attraverso attività di mentoring, di coaching e di formazione; l’aspetto principale è che riusciamo a metterle in contatto con le nostre grandi imprese corporate“.
Marcantonio Ruisi, coordinatore di Start Cup Sicilia, si sofferma sul ruolo degli Atenei nella competizione: l’obiettivo, spiega è “fare uno scouting serio e puntuale dei progetti di ricerca che possono avere un risvolto in termini di trasferimento tecnologico, quindi atterrare nel mercato offrendo prodotti e servizi che soddisfano i bisogni reali di famiglie e imprese: come Università, a Palermo come a Catania e Messina, abbiamo il compito di far incontrare la domanda di innovazione da parte delle imprese con l’attività di laboratorio dei nostri dipartimenti; nel fare questo ci preoccupiamo anche di intercettare quegli stakeholder, come UniCredit, che per i team di aspiranti imprenditori possono trovare le risorse finanziarie per avviare l’impresa. Per noi la banca è uno Stargate, cioè una porta di ingresso a un sistema relazionale e un networking ampio che può consentire alle imprese di avere rapporti di fornitura con la rete dei clienti dell’istituto di credito”.
-Foto xd8/Italpress-
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