Usa, il Pentagono rilancia i cacciatorpediniere Arleigh Burke

IPA41095569 - Handout photo dated January 6, 2018 shows he Arleigh Burke-class guided-missile destroyer USS Carney (DDG 64) fires a Phalanx close-in weapons system during a live-fire exercise in the Black Sea. USS Carney has intercepted missiles and drones launched from Yemen by the Iran-aligned Houthi movement, US officials say. A Pentagon spokesman said the missiles had been launched "potentially towards targets in Israel". The USS Carney, a guided-missile destroyer, was operating in the northern Red Sea on Thursday. USS Carney has intercepted missiles and drones launched from Yemen by the Iran-aligned Houthi movement, US officials say. A Pentagon spokesman said the missiles had been launched "potentially towards targets in Israel". The USS Carney, a guided-missile destroyer, was operating in the northern Red Sea on Thursday. U.S. Navy photo

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – La cantieristica militare americana accelera per sostenere il confronto navale con la Cina. Il Pentagono ha certificato la capacità produttiva di General Dynamics Bath Iron Works, nel Maine, autorizzando sul piano industriale la possibile costruzione di un secondo cacciatorpediniere lanciamissili classe Arleigh Burke nell’esercizio finanziario 2027, subordinatamente allo stanziamento dei fondi da parte del Congresso. La decisione segue una verifica articolata su ritmi produttivi, rispetto delle scadenze, qualità, resilienza della filiera e impiego della forza lavoro. “La nostra sicurezza nazionale richiede una base industriale capace di rispondere alla domanda di maggiore rapidità e volumi”, ha dichiarato il vicesegretario alla Difesa Steve Feinberg, riconoscendo i progressi del cantiere ma avvertendo che “prestazioni costanti sono essenziali” per superare le criticità pregresse.

Il provvedimento valorizza un polo industriale con 6.800 dipendenti, già impegnato nell’ammodernamento della flotta di superficie statunitense. La senatrice Susan Collins ha sottolineato la necessità di assicurare risorse ai cantieri “mentre la Cina continua incessantemente ad ampliare la propria flotta”. La certificazione non equivale ancora a un contratto: occorre l’approvazione parlamentare. Sul piano strategico, Washington punta a ricostituire capacità produttive sovrane e continuità delle commesse, fattori determinanti per sostenere una flotta impegnata simultaneamente su più teatri. La sfida non riguarda soltanto il numero delle unità, ma la capacità dell’industria americana di trasformare investimenti e innovazione in disponibilità operativa.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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