
LISSONE (ITALPRESS) – Niente cambi di linea o protocolli, ma soltanto uniformità per rendere più scorrevole il gioco. E il Var verrà utilizzato soltanto per correggere un chiaro ed evidente errore. Daniele Orsato, designatore della Can, è intervenuto durante un incontro formativo con la stampa all’IBC di Lissone per effettuare un bilancio delle prime cinque giornate di Serie A per quanto riguarda le decisioni prese dagli arbitri.
La risposta a chi parla di Var abolito è stata netta: “Non è mai passato per la testa a nessuno di non usare il Var e non fischiare i falli. Lavoriamo per evitare interventi chirurgici, si era arrivati a un punto che non era più calcio. Ma non esiste un protocollo Orsato, mai pensato di non usare il Var. Due anni fa, quando ho smesso, ho deciso di voler insegnare ai giovani quello che ho imparato a mia volta dagli arbitri più esperti. Io quindi cerco di creare negli arbitri una personalità, che abbiano il coraggio di decidere. Servono arbitri coraggiosi perché bisogna portarli alla Uefa o ai Mondiali. Ma per crescere si deve anche poter sbagliare”.
Durante l’incontro sono state mostrate le statistiche: il tempo di gioco medio è aumentato di 5’05” rispetto alla stagione 2024-2025 e di 5’53” rispetto al 2025-26. Diminuiti anche i falli di gioco fischiati mediamente durante una partita di Serie A, lo scorso anno erano 25.12, dopo cinque giornate sono 22.74. La media dei calci di rigore è passata da 0.28 a partita dello scorso anno fino allo 0.10 dell’attuale stagione mentre dopo 5 giornate sono stati assegnati soltanto 5 penalty rispetto ai 12 assegnati nel 2025-2026 e ai 20 nella stagione 2024-25. Sensibile anche il dato delle espulsioni, passate da 8 a 2 (sempre prendendo il riferimento sulle prime cinque giornate).
In percentuale ci sono state il 10,31% di ammonizioni in meno rispetto allo scorso campionato mentre sono stati fischiati il 12,54% di falli in meno. Da sottolineare anche il calo degli interventi Var, ad oggi c’è stata solo un “on field review” rispetto alle 14 della scorsa stagione (considerando rigori, espulsioni, goal e scambio d’identità).
“La nuova linea dettata da Orsato non significa non fischiare falli, non fischiare i rigori, non andare al Var – ha dichiarato il direttore tecnico dell’Aia Domenico Messina -. Nessuno ha mai voluto cancellare il Var, nessuno ha mai voluto cambiare le regole, cerchiamo di riportare l’arbitraggio al centro”. “Non vogliamo arbitrare due volte, una volta in campo e una al monitor. Abbiamo l’obiettivo di contribuire al miglioramento del prodotto calcio, valorizzare il gioco: lasciamo scorrere il gioco se il contatto fisico non sfocia in un fallo. Siamo passati da dire ‘in Italia si fischia troppo’ con 25 falli a partita a ‘in Italia si fischia poco’ con 23 falli fischiati a partita”, ha concluso Messina.
Durante l’incontro sono stati mostrati diversi episodi analizzati dallo stesso Orsato: certificati cinque errori chiari ed evidenti in campionato, niente calcio di rigore per quanto riguarda il contatto tra De Bruyne e Vásquez in Genoa-Napoli (gol convalidato in cui è stata confermata la decisione da campo). Confermato l’errore del mancato intervento del Var durante Juventus-Atalanta per la trattenuta di Kalulu su Rowe – non vista da campo a causa della presenza di un altro giocatore – e per il fallo di Dragusin su Monterisi durante Fiorentina-Frosinone. Orsato ha poi ammesso il rigore non assegnato al Milan per un fallo di mano di Vlasic, mentre Caqueret del Como andava espulso per un grave fallo di gioco su Britschgi (il centrocampista dei lariani è stato ammonito).
Stesso episodio per quanto riguarda la reazione di Jimenez (colpito Bracaglia), il giocatore della Fiorentina andava espulso. Due gli errori in Coppa Italia: Caracciolo, durante Fiorentina-Pisa, trattiene Pellegrino (Orsato ha sottolineato la coerenza con l’episodio Rowe-Kalulu). L’altro riguarda il penalty prima assegnato e poi revocato al Torino durante la sfida col Monza per un fallo di mano di Lucchesi.
– Foto Ipa Agency –
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