LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Malta ha chiesto all’Unione europea di istituire un meccanismo permanente per proteggere le infrastrutture sottomarine critiche nel Mediterraneo.
Il ministro dell’Interno maltese Glenn Bedingfield ha lanciato la proposta oggi, durante una riunione dei ministri della Difesa dell’Ue a Dublino. I cavi per le telecomunicazioni, gli interconnettori elettrici, i gasdotti e le altre infrastrutture sui fondali marini, ha sottolineato, sono fondamentali per la sicurezza e la resilienza economica dell’Europa. Bedingfield ha definito il Mediterraneo una “superstrada” che collega tre continenti e ha affermato che gli sforzi dell’Ue per rafforzare la difesa dei fondali devono avere una forte dimensione mediterranea.
Secondo il ministro, la responsabilità del monitoraggio e della protezione delle infrastrutture critiche resta frammentata e occorre quindi una capacità operativa europea più strutturata. Come primo passo, Malta ha proposto la creazione di un gruppo di lavoro di esperti incaricato di esaminare gli aspetti giuridici, tecnici, istituzionali, operativi e finanziari necessari per tale meccanismo. La capacità proposta dovrebbe garantire una consapevolezza condivisa delle infrastrutture marittime critiche, coordinare le risorse nazionali ed europee e consentire una risposta rapida alle minacce o agli incidenti.
Bedingfield ha affermato che Malta è pronta a partecipare attivamente all’iniziativa e a valutare la possibilità di ospitare elementi di una futura capacità operativa mediterranea. Il ministro ha inoltre fatto riferimento a un recente episodio che ha coinvolto una nave cisterna russa per il gas, che sarebbe stata attaccata e successivamente abbandonata alla deriva nel Mediterraneo. L’episodio, ha detto, ha evidenziato le difficoltà nel passare dal monitoraggio di una minaccia alla sicurezza marittima a un’azione operativa coordinata.
Questioni legate alla giurisdizione, alle sanzioni, alla responsabilità ambientale, al recupero della nave e alla disponibilità di capacità di intervento hanno dovuto essere affrontate simultaneamente. Bedingfield ha affermato che l’Europa ha bisogno di accordi più chiari per gestire incidenti complessi, in particolare nelle acque internazionali o quando sono coinvolte navi sanzionate, sospette attività ostili o significativi rischi ambientali e per la navigazione. Ha chiesto procedure predefinite per il coordinamento, la condivisione delle informazioni, le valutazioni giuridiche e la rapida mobilitazione delle capacità europee o degli Stati membri. Per Malta, ha concluso, lo stesso principio deve valere anche “sotto la superficie del mare”.
– Foto DOI –
(ITALPRESS).









