Iran, Baghaei “La scadenza di 60 giorni è diventata completamente irrilevante dopo le violazioni Usa”. Proseguono i colloqui con l’Oman

IPA87215672 - TEHRAN, Aug. 3, 2026 Iranian Foreign Ministry spokesman Esmaeil Baghaei attends a weekly press conference in Tehran, Iran, on Aug. 3, 2026. Baghaei said Monday negotiations between Iran and Oman are focused on reaching an agreement on designating a ''temporary'' route to ensure safe shipping in the Strait of Hormuz.. He also said at the press conference the country will take every necessary action to hold Ukraine to account for its recent attack on an Iranian vessel. (Credit Image: © Sha Dati/Xinhua via ZUMA Press)

TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che la scadenza di 60 giorni, stabilita in seguito al memorandum del 17 giugno tra Teheran e Washington, non ha più alcuna rilevanza, in quanto gli Stati Uniti hanno violato l’accordo poche settimane dopo la sua firma. “Non esiste alcuna disposizione nel memorandum d’intesa che faccia riferimento a una ‘scadenza di 60 giorni’, e la Repubblica Islamica dell’Iran non formula mai le proprie politiche sotto pressione, ultimatum o scadenze”, ha dichiarato Baghaei.

Il portavoce ha aggiunto che il memorandum prevedeva un periodo di 60 giorni per i colloqui su due questioni: “la revoca delle sanzioni” e “la questione nucleare”, precisando che il periodo avrebbe potuto essere prorogato in caso di mancato raggiungimento di un accordo.A causa della grave e diffusa violazione del memorandum da parte degli Stati Uniti poche settimane dopo la sua firma, non sono stati avviati colloqui”, ha concluso. “Di conseguenza, la questione di un termine di 60 giorni è diventata del tutto irrilevante”, ha aggiunto Baghaei.

PROSEGUONO COLLOQUI CON OMAN SU HORMUZ

I colloqui tra Iran e Oman su una rotta di transito marittimo lungo lo Stretto di Hormuz sono in corso, in un contesto caratterizzato da quelle che Teheran ha definito complesse problematiche di sicurezza. Lo ha affermato il portavoce della diplomazia di Teheran, Esmail Baghaei, in dichiarazioni riprese da Al-Jazeera. “L’elaborazione del piano per la rotta di transito marittimo con l’Oman si è rivelata lunga a causa delle complessità di sicurezza derivanti dalle azioni degli Stati Uniti e del regime israeliano, dal numero di attori coinvolti e dall’ostruzionismo di elementi destabilizzanti”, ha dichiarato Baghaei. “La questione è intrinsecamente complessa”, ha aggiunto.

“L’insicurezza imposta allo Stretto di Hormuz, alla regione e al mondo è il risultato dell’azione militare illegale degli Stati Uniti e del regime israeliano”, ha proseguito. Baghaei ha affermato che il meccanismo proposto mirerebbe a proteggere gli interessi sia dell’Iran che dell’Oman, garantendo al contempo la navigazione commerciale. “È la prima volta che si sta sviluppando un meccanismo per salvaguardare simultaneamente i diritti sovrani dei due Stati rivieraschi e garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali”, ha affermato. “Nonostante i precedenti disaccordi degli Stati Uniti sui propri impegni, i colloqui intensivi tra Iran e Oman per finalizzare una dichiarazione congiunta e istituire un meccanismo sicuro che tuteli gli interessi reciproci proseguono con impegno”, ha aggiunto Baghaei.

MEDIA “IRAN SI PREPARA A UN’ESCALATION”

L’Iran avrebbe impiegato i due mesi successivi alla firma del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti per prepararsi a un’escalation dei combattimenti, piuttosto che per la diplomazia. Lo scrive il Wall Street Journal, citando funzionari iraniani e arabi, secondo cui Teheran ha ritenuto che gli Stati Uniti stessero solo prendendo tempo per un futuro attacco.

Pertanto, negli ultimi 60 giorni, l’Iran avrebbe intensificato la produzione di missili e droni e nominato figure intransigenti in posizioni chiave, secondo le fonti. Il periodo di 60 giorni previsto dal memorandum d’intesa scade oggi.

L’articolo del WSJ afferma che funzionari dell’intelligence araba hanno segnalato un “cambiamento strategico” nella leadership iraniana, volto a “preparare le forze a estendere il conflitto”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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