PADOVA (ITALPRESS) – “Abbiamo istituito una specifica unità organizzativa regionale Antimafia. L’obiettivo è potenziare sempre di più il ruolo della Regione del Veneto nella difesa e nella promozione della legalità. In questo modo vogliamo contrastare le infiltrazioni di carattere mafioso nella nostra terra, sostenendo gli enti locali e le organizzazioni del terzo settore con uno strumento omogeneo ed efficace nei percorsi per l’accesso al riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata e nella gestione. Da grandi personaggi come Falcone e Borsellino abbiamo imparato che le mafie sono fenomeni umani quindi destinate ad avere una fine, ma anche che ognuno ha il dovere di fare la propria parte. E noi vogliamo fare la nostra”. A dirlo è il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, annunciando l’avvio del percorso interno agli uffici di Palazzo Balbi per l’istituzione di una specifica struttura che, per quanto di competenza dell’ente regionale, affiancherà i comuni e si occuperà di tutte le azioni che nel contrasto dei fenomeni malavitosi organizzati possano produrre ricadute a beneficio della comunità. Un provvedimento che va di pari passo con l’assunzione da parte dello stesso presidente, alla fine dello scorso maggio, di una specifica delega “antimafia” in seno alla Giunta.
“Anche in un periodo in cui l’economia generale segna il passo, il Veneto si conferma protagonista di un sistema produttivo in grado di attrarre investimenti sia pubblici sia privati – sottolinea Stefani -. Il dinamismo economico, inevitabilmente, è il terreno d’azione delle organizzazioni criminali, come ci insegna anche la cronaca che ha visto il Veneto protagonista di importanti indagini e filoni processuali. La nuova unità organizzativa regionale è una risposta alla necessità di un’azione sempre più coordinata e sinergica nel contrasto della criminalità organizzata e nella costruzione di maggior consapevolezza sul valore della legalità”. “Le organizzazioni mafiose sono un danno per la Comunità che ha diritto ad una forma di restituzione sociale di quanto viene privata – aggiunge il Presidente -. È fondamentale, quindi, mantenere alta la vigilanza, punire i colpevoli ma anche mettere sul tavolo azioni che facciano sentire i cittadini parte attiva in questa battaglia. I rapporti dell’ANBSC segnalano un aumento dei beni confiscati in Veneto tra cui immobili, aziende e terreni. Un dato: da 307 nel 2023, erano già 329 nel settembre dell’anno successivo. Questo mette in risalto i buoni risultati nella lotta contro le organizzazioni di stampo mafioso, ma sottolinea l’importanza strategica del riutilizzo sociale e produttivo di questi beni come risorse per la comunità. La Regione Veneto la condivide appieno e dispone di esperienza, competenze e professionisti per essere di supporto ai progetti sociali di cittadini, volontariato e istituzioni locali. La confisca dei beni sottrae risorse alla criminalità: va affrontata con coraggio e determinazione e a beneficio dei cittadini”.
– foto di repertorio ufficio stampa Regione Veneto –
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