Liguria, Bucci “Vannacci? Mi interessa una visione del futuro, non da chi arrivano i voti”

GENOVA (ITALPRESS) – “Io lavoro con una visione del futuro del nostro territorio, un piano strategico e un piano operativo. Queste sono le cose che importano. L’ideologia che sta alla base di chi ci aiuta o di chi vota non mi interessa”. Così, in un’intervista all‘Italpress, Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, nella calda estate in cui il fenomeno Vannacci sbarca anche in consiglio regionale con l’acquisto del primo esponente, l’ex Fdi Gianmarco Medusei. Il governatore non è preoccupato per la tenuta della maggioranza: “A me interessano i 18 voti per poter andare avanti” e “possono venire da chiunque, mi va bene lo stesso perché vuol dire che i cittadini ci supportano”. Del resto, a fine luglio Bucci ha lanciato il suo nuovo progetto civico Liguria Insieme con l’obiettivo di “convincere” anche i militanti dei partiti perché “il civico lavora per progetti che devono accontentare tutti, non solo per una parte”.

Sulla scrivania di Bucci, appena rientrato da una breve vacanza, c’è sempre la sanità. Il sistema delle case di comunità sta funzionando, secondo il presidente: “Arriviamo a circa 8 mila trattamenti al mese, mentre nei pronto soccorso i numeri stanno diminuendo” con una “riduzione forte” dei codici bianchi e verdi. Il problema è il personale: “A livello nazionale è necessario provvedere a facilitazioni per il reclutamento di medici e infermieri, ad esempio reclutando quelli che sono già in pensione”. La Liguria lo ha già fatto inserendo circa 200 professionisti che contribuiscono alla copertura dei turni. “A livello nazionale, tutte le iniziative che possono darci più flessibilità nella gestione del personale sono benvenute, perché non è una questione economica. È invece una questione di capacità di assumere le persone anche a livello orario, senza dover fare per forza contratti o concorsi a tempo a tempo determinato”, aggiunge il governatore.

A settembre sbarcherà in consiglio regionale lo schema di intesa definitivo sull’autonomia differenziata. Cosa cambierà in concreto? “Anzitutto la protezione civile – spiega Bucci -. Noi saremo in grado di poter dare i contributi per l’emergenza uno, due o tre giorni dopo. Oggi bisogna aspettare talvolta otto otto mesi, se non addirittura un anno”. Poi la sanità: “Potremo aumentare i fondi, ovviamente a spese della Regione, non dello Stato, però avremo la possibilità di investire ancora di più e questo sarà un grandissimo vantaggio”. Terzo punto, la creazione degli albi regionali per le professioni, ad esempio gli skipper e altre professioni legate al mare in Liguria. “Non è certo la completa autonomia – commenta il governatore – ma non sarebbe neanche l’obiettivo: noi vogliamo avere l’autonomia nelle cose che realmente servono ai cittadini”.

Tra i casi politici dell’estate la nuova diga foranea del porto: saltata la discussione in consiglio regionale, se ne parlerà a settembre in commissione. “È stato realizzato un chilometro e mezzo, siamo oltre la metà dell’opera, perché tutta la parte subacquea è stata quasi terminata – riferisce Bucci, che è anche commissario di governo per l’opera -. Sono fiducioso che riusciremo a rispettare i termini”. I test sulla stabilità dei cassoni “sono molto confortanti, le cose stanno andando bene”. “Ci sono molte persone che fanno polemica, non so perché – aggiunge Bucci -. La diga di Genova è un’infrastruttura fondamentale per tutto il Nord Italia, soprattutto per le future generazioni”.

Altra partita rovente per la Regione è la chiusura del ciclo dei rifiuti. “Se non troveremo nessuna disponibilità” per realizzare un termovalorizzatore in Liguria, spiega Bucci, “useremo l’esproprio. Abbiamo la possibilità di farlo per una situazione così importante di pubblico interesse”, ma “è l’ultima spiaggia, non ci voglio arrivare: voglio avere il consenso”. Nei giorni scorsi la Regione ha nominato la commissione incaricata di valutare le proposte dei soggetti privati per gli impianti di chiusura del ciclo dei rifiuti. La giunta Salis, intanto, ha ribadito l’indisponibilità ad accoglierlo nel territorio comunale di Genova date le condizioni idrogeologiche del sito di Scarpino. “Il Comune nel 2024 ha detto che era disponibile, il sindaco era il sottoscritto – ricorda Bucci -. D’altra parte, se il comune che produce la maggior parte dei rifiuti si rifiuta di fare il termovalorizzatore, come potete pensare che altri comuni lo accettino per tutti i rifiuti della regione? È ovvio che il posto va trovato, sicuramente va trovato anche nel comune di Genova. Ci sono delle alternative, secondo me bisogna darsi da fare, spingere, lavorare”. Infine, commentando il no dell’opposizione: “Il Pd sta facendo la stessa cosa a Roma, stanno facendo loro il termovalorizzatore. Li hanno fatti in in Emilia, in Lombardia, da tutte le parti. Non vedo per quale motivo non possa essere fatto in Liguria”.

– foto xa8/Italpress –

(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]