BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – I nuovi bombardamenti russi sull’Ucraina hanno fatto da sfondo all’annuncio con cui la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rilanciato la strategia dell’Unione di destinare a Kiev i proventi finanziari generati dagli asset della Banca centrale russa immobilizzati dalle sanzioni. “Ancora una volta ci svegliamo con la notizia delle orribili atrocità commesse dalla Russia con i suoi attacchi aerei contro l’Ucraina”, ha scritto su X. “La Russia deve pagare per la distruzione che ha causato. E noi stiamo usando i proventi derivanti dai beni russi immobilizzati per assicurarci che ciò avvenga”. Il messaggio della presidente accompagna la comunicazione, di oggi 5 agosto, con cui Bruxelles ha ufficializzato il quinto trasferimento di risorse derivanti da tali rendimenti: il 3 agosto l’Unione europea ha infatti incassato 1,4 miliardi di euro di profitti straordinari maturati nel primo semestre del 2026 sugli interessi delle disponibilità liquide, riconducibili alla Banca centrale russa, detenute presso i depositari centrali di titoli europei. Dall’introduzione delle misure restrittive, questi asset hanno prodotto complessivamente circa 8 miliardi di euro di utili straordinari.
“Metteremo a disposizione dell’Ucraina ulteriori 1,4 miliardi di euro“, ha aggiunto Von der Leyen, precisando che tali risorse serviranno a sostenere “la continua resistenza dell’Ucraina contro la guerra illegale della Russia”. La Commissione ricorda che non viene utilizzato il patrimonio sovrano russo, che resta immobilizzato, bensì esclusivamente i proventi finanziari generati dalla sua gestione. Il 95 per cento delle risorse confluirà nell’Ukraine Loan Cooperation Mechanism, destinato a sostenere il rimborso dei prestiti concessi dall’Unione europea e dai partner del G7 nell’ambito dell’iniziativa Era, mentre il restante 5 per cento finanzierà lo European Peace Facility, lo strumento con cui Bruxelles sostiene le esigenze militari e di difesa delle Forze armate ucraine. La misura conferma la linea europea di trasformare gli effetti economici delle sanzioni in un sostegno diretto alla capacità di resistenza di Kiev, mantenendo invariato il regime di congelamento degli asset russi.
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