Estate e spreco alimentare, in vacanza si butta via il 30% in più di cibo
ROMA (ITALPRESS) - Vacanze, caldo e pasti fuori casa cambiano le abitudini degli italiani e fanno aumentare anche lo spreco alimentare. Durante l’estate, infatti, la gestione del cibo diventa più complessa: le alte temperature accelerano il deterioramento degli alimenti, mentre tra ristoranti, spiagge e seconde case cresce il rischio di acquistare o preparare più del necessario. Secondo le stime elaborate sulla base dei dati Waste Watcher International e Too Good To Go, per l’estate 2026 si prevede un extra-spreco compreso tra 30 e 40 mila tonnellate di cibo, pari a circa il 30% in più rispetto agli altri periodi dell’anno. A finire più spesso nella spazzatura sono soprattutto prodotti freschi come frutta, verdura, pane, insalate e cibi pronti, più esposti al deterioramento con il caldo. Durante le vacanze una quota significativa dello spreco si sposta anche fuori casa, tra ristoranti, stabilimenti balneari e servizi d’asporto, dove il cibo avanzato non sempre viene recuperato. Eppure cresce l’attenzione degli italiani verso una gestione più consapevole degli alimenti. Nel 2026 lo spreco domestico medio è sceso a circa 554 grammi a settimana per persona, mentre aumenta il ricorso a soluzioni pratiche per conservarli meglio. Secondo i dati sugli acquisti online, infatti, nell’estate 2026 sono cresciute del 34% le ricerche di prodotti come borse termiche, contenitori ermetici, lunch box e macchine per il sottovuoto. Un segnale che anche in vacanza le buone pratiche contro lo spreco alimentare stanno entrando sempre più nelle abitudini quotidiane.
mgg/gtr/col

