Hormuz, nave mercantile colpita da un proiettile al largo delle coste dell’Oman

IPA86141188 - Men stand on the container ship DAISY in the Strait of Hormuz near Bandar Abbas, Iran, on June 5, 2026. The strait, a major maritime choke point for global energy trade, has faced extensive disruptions since February 28, 2026, when Iran blocked passage in response to a war with the United States and Israel. The closure, compounding a US blockade of Iranian ports, stranded thousands of vessels and caused the largest disruption to the global oil market in history.//MIDDLEEASTIMAGES_MEI-IRN-LNSE-BAISH-20260605-0004/Credit:Laurin Strele/MEI/SIPA/2606272320

ROMA (ITALPRESS) – Un proiettile non identificato ha colpito una nave mercantile nello Stretto di Hormuz, al largo delle coste dell’Oman. Lo ha reso noto la UK Maritime Trade Operations (UKMTO), l’agenzia marittima britannica, precisando che non risultano feriti né danni. Secondo la segnalazione ricevuta dalla UKMTO, l’imbarcazione – di cui non è stato reso noto il nome – ha comunicato di essere stata “colpita da un proiettile non identificato”. L’incidente è avvenuto a circa 20 miglia nautiche (37 chilometri) a nord-est della città omanita di Khasab.

PER UOMO VICINO A KHAMENEI PEZESHKIAN HA MINACCIATO DIMISSIONI 28 VOLTE

Il clerico iraniano Mohammad Baqer Kharazi, imparentato per via matrimoniale con la famiglia del leader Mojtaba Khamenei, ha suscitato un ampio dibattito dopo aver parlato di tensioni interne al vertice del potere. Lo riporta la Tv al Arabiya. Secondo le sue dichiarazioni, il presidente Masoud Pezeshkian avrebbe presentato o minacciato le dimissioni ben 28 volte dall’insediamento e il leader lo avrebbe avvertito in modo definitivo di non ripetere il gesto.

Kharazi ha riferito che Khamenei avrebbe fatto sapere a Pezeshkian che, qualora presentasse nuovamente le dimissioni, queste sarebbero state accettate. Il messaggio sarebbe stato trasmesso ufficialmente ai responsabili del governo, spingendo il presidente e diversi alti funzionari a fare dietrofront.

“Se Pezeshkian si dimette di nuovo, accetteremo le sue dimissioni”, avrebbe detto il leader secondo il clerico, che ha aggiunto: “Per questo motivo hanno fatto marcia indietro, hanno abbassato i toni e non minacciano più di lasciare”. Nel quadro di un presunto riassetto dei centri decisionali, Kharazi ha inoltre affermato che il leader intende apportare cambiamenti nel Consiglio supremo per la sicurezza nazionale e nella squadra negoziale. Secondo le sue parole, sarebbe prevista la destituzione del segretario del Consiglio, Mohammad Baqer Zolqadr, e la sua sostituzione con il consigliere militare di Khamenei Mohsen Rezaee. Il clerico ha anche sostenuto che il ministro degli Esteri Abbas Araqchi non interverrà più nei negoziati.

Le dichiarazioni hanno provocato reazioni negli ambienti politici e mediatici iraniani. Il giornalista e attivista Ahmad Zeidabadi ha invitato le istituzioni ufficiali a chiarire la veridicità di quanto affermato, giudicando che in questa fase simili accuse non fanno altro che alimentare tensioni politiche. Zeidabadi ha ricordato che in passato, durante il periodo dei riformisti, Kharazi aveva già rivolto minacce a oppositori politici, tra cui quella di irrompere nelle loro camere da letto e di infilare una bomba loro in bocca, e ha concluso chiedendo alle autorità competenti di fornire chiarimenti prima che la diffusione delle accuse generi una nuova crisi politica.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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