Empoli intitola un parco pubblico a Emanuela Loi, morì nella strage di via d’Amelio

EMPOLI (ITALPRESS) – Si è tenuta sabato mattina l’intitolazione del parco pubblico delle Collinette nella frazione di Santa Maria, a Empoli, alla memoria, al coraggio e al sacrificio di Emanuela Loi, una delle vittime della strage di via D’Amelio, avvenuta a Palermo il 19 luglio 1992.

Allo svelamento di un cartello in suo nome, e alla conseguente intitolazione del parco pubblico, sulle note dell’Inno di Mameli, erano presenti il sindaco del Comune di Empoli, Alessio Mantellassi, il Questore della Provincia di Firenze, Fausto Lamparelli, la vice Prefetto aggiunta Maria Trimboli, le più alte cariche delle Forze dell’Ordine, l’assessora alla Legalità del Comune di Empoli, Valentina Torrini, l’ex consigliere comunale Federico Pavese, la Polizia Locale, tante associazioni cittadine, tra gli altri una rappresentanza dell’associazione nazionale Polizia Penitenziaria (ANPPE) con il Gonfalone della città di Firenze, le Pubbliche Assistenze Riunite Empoli, i sindacati, rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale di Empoli e la comunità, sensibile e attenta.

Emanuela Loi, ricorda un comunicato stampa del Comune di Empoli, è stata una delle prime donne poliziotto italiane a far parte di una scorta e prima donna della Polizia di Stato italiana a cadere vittima per mano della mafia, nella strage di via D’Amelio all’altezza del numero civico 19 a Palermo nell’attentato al magistrato Paolo Borsellino da parte di Cosa Nostra: il 19 luglio 1992.

Emanuela Loi aveva 24 anni. Medaglia d’Oro al valor civile, coraggiosa testimone di fedeltà allo Stato, Loi resta e resterà un simbolo nella lotta contro la mafia. “Oggi aggiungiamo un capitolo alle storie significative che sono legate alla nostra Toponomastica-ha dichiarato il sindaco del Comune di Empoli, Alessio Mantellassi in apertura della cerimonia di intitolazione-. Abbiamo riconosciuto il merito dell’iniziativa all’opposizione, proposta che venne approvata con voto unanime, a dimostrazione che ci sono temi su cui si può trovare piena condivisione, l’unità delle istituzioni che va oltre le divisioni politiche e partitiche. Emanuela Loi per età poteva essere un mio genitore ma il tempo si è fermato a quel 19 luglio 1992. Siamo di fronte a un polo scolastico ma nelle scuole diamo importanza alle storie della seconda guerra mondiale e fatichiamo a arrivare alla storia contemporanea degli anni ’90 e a adeguare la programmazione scolastica. Per comprendere che la lotta alla mafia fa parte della storia di questo paese. C’è tanto sangue sparso da parte di vittime innocenti e tanta storia positiva di quello Stato che non si arrende”.

“Nella storia di Loi – ha proseguito Mantellassi – c’è un senso civico profondo, un senso di comunità che va oltre il fatto storico e il fatto di cronaca. Dobbiamo avere il senso di appartenenza e di gratitudine verso chi ha servito il suo Paese e continua a farlo oggi, anche nell’attività ordinaria per la legalità e per la difesa delle istituzioni. C’è il senso di riconoscenza oggi e domani per chi combatte per la forza della democrazia e delle leggi, tutti i giorni nel silenzio, senza riflettori puntati. Non si rende pienamente merito di questo silente e importante lavoro. Di chi tutti i giorni con grande difficoltà opera nelle strade e nelle scorte. Dobbiamo voler bene a chi fa questo lavoro anche, sperando, non diventino martiri. Anche nella nostra città. Questo ce lo richiede la consapevolezza del ricordo di Emanuela Loi, che questa guerra contro la criminalità organizzata chiede”.

– Foto Comune di Empoli –

(ITALPRESS).

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