di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Sei candidati, 90 minuti di confronto pubblico e un messaggio comune: le Nazioni Unite devono ritrovare un ruolo centrale nella prevenzione e nella soluzione dei conflitti. Si è svolta ieri sera al Palazzo di Vetro la Town Hall dedicata ai candidati alla successione di António Guterres, un dibattito trasmesso da Bloomberg-Tv in diretta mondiale che rappresenta un ulteriore passo nel percorso di trasparenza avviato nel 2016 per la scelta del Segretario Generale.
A confrontarsi sono stati Rafael Grossi (Argentina), Michelle Bachelet (Cile), Rebeca Grynspan (Costa Rica), María Fernanda Espinosa (Ecuador), Carolyn Rodrigues Birkett (Guyana) e Macky Sall (Senegal). Nei prossimi giorni il processo entrerà però nella sua fase decisiva, quando il Consiglio di Sicurezza avvierà gli “straw polls”, le votazioni informali che serviranno a misurare il consenso dei quindici membri sui candidati. Tra i temi centrali del dibattito, la crisi nello Stretto di Hormuz, i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, la paralisi del Consiglio di Sicurezza, la riforma delle Nazioni Unite e la crisi finanziaria dell’organizzazione.
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha offerto una delle riflessioni più incisive della serata, affermando che “vediamo, ed è difficile da vedere, che le Nazioni Unite sono assenti dalla risoluzione dei conflitti più gravi che stiamo attraversando”. Richiamando l’esperienza dell’Aiea nella centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, Grossi ha sostenuto che il futuro Segretario Generale dovrà essere presente sul terreno e capace di dialogare con tutte le parti. “L’imparzialità non è indifferenza”, ha aggiunto, sottolineando che neutralità significa ascoltare tutti senza rinunciare ai principi.
L’attuale Segretaria Generale dell’Unctad, Rebeca Grynspan, ha insistito sul ruolo di mediazione del capo dell’Onu nei momenti in cui il Consiglio di Sicurezza non riesce ad agire. “Quando il Consiglio di Sicurezza è bloccato è proprio allora che comincia il lavoro del Segretario Generale”, ha affermato, ricordando la propria esperienza nei negoziati sull’Iniziativa del grano nel Mar Nero. Alla domanda su quale risultato vorrebbe lasciare dopo cinque anni di mandato, ha risposto: “Vorrei che nessuno chiedesse più: dov’è l’Onu?”.
L’ex Presidente cilena Michelle Bachelet ha posto l’accento sulla responsabilità morale della leadership delle Nazioni Unite. “Il Segretario Generale non può arrendersi”, ha dichiarato, sostenendo che anche nei momenti di maggiore difficoltà occorre continuare a promuovere il dialogo e utilizzare tutti gli strumenti previsti dalla Carta delle Nazioni Unite. Sul fronte delle riforme ha aggiunto: “Abbiamo bisogno di un’Onu più snella, ma non più debole”.
L’ex Presidente dell’Assemblea Generale María Fernanda Espinosa ha invece richiamato la necessità di rafforzare il legame tra pace, sviluppo e diritti umani, affermando che “lo scopo dell’Onu è prevenire i conflitti e proteggere le persone”. Secondo Espinosa, il Segretario Generale deve essere percepito come un mediatore imparziale e presente nelle aree di crisi. Carolyn Rodrigues Birkett, ambasciatrice della Guyana all’Onu, ha sottolineato l’importanza della perseveranza diplomatica. “La cosa che il Segretario Generale non può permettersi è smettere di provarci”, ha detto, osservando che anche quando il Consiglio di Sicurezza appare diviso il Segretario Generale deve continuare a presentare iniziative e proposte di mediazione.
L’ex Presidente del Senegal Macky Sall ha infine posto al centro del proprio intervento il tema della fiducia, sostenendo che il futuro Segretario Generale dovrà ricostruire la credibilità delle Nazioni Unite e rafforzare il dialogo tra gli Stati membri.
Il confronto non aveva carattere decisionale ma ha offerto agli Stati membri l’opportunità di ascoltare direttamente i candidati prima dell’avvio delle consultazioni riservate del Consiglio di Sicurezza. Saranno infatti gli “straw polls”, seguiti dalle trattative tra i cinque membri permanenti, a indicare chi avrà le maggiori possibilità di essere raccomandato all’Assemblea Generale come successore di António Guterres.
– Foto Onu –
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