
ROMA (ITALPRESS) – Lo Stato libanese è determinato ad estendere la propria autorità, attraverso le forze armate, fino al confine internazionale meridionale, con Israele. Lo ha dichiarato il presidente del Libano, Joseph Aoun, durante l’incontro al Palazzo Baabda con il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), l’ammiraglio Brad Cooper, secondo una nota della presidenza libanese.
Durante l’incontro, a cui hanno partecipato l’incaricato d’affari statunitense a Beirut, Keith Hannigan, e il capo di stato maggiore del Meccanismo, il generale di Brigata Joseph Clearfield, sono stati discussi i preparativi per l’attuazione dell’accordo quadro raggiunto venerdì a seguito dei negoziati libanesi-americani-israeliani a Washington. Aoun ha ringraziato Cooper per l’attenzione che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dedicato al Libano per il raggiungimento della sicurezza e della stabilità.
ISRAELE: MINISTRO DIFESA “NESSUNA AMBIZIONE TERRITORIALE IN LIBANO”
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che Israele “non ha ambizioni territoriali in Libano”, ma che le Forze di difesa israeliane (Idf) non si ritireranno “di un millimetro” finché il gruppo armato Hezbollah non sarà disarmato. Parlando con i giornalisti, Katz ha affermato che è improbabile che l’esercito israeliano si ritiri da ulteriori aree del Libano meridionale, oltre alle due località concordate, dalle quali si ritirerà nell’ambito di un programma pilota che prevede il passaggio di consegne all’esercito libanese. “Non bisogna illudersi su quale sarà la prossima area da cui Israele si ritirerà in Libano, perché ciò non accadrà finché Hezbollah non sarà disarmato. Non abbiamo ambizioni territoriali in Libano, ma finché Hezbollah non sarà disarmato non ci ritireremo di un millimetro”, ha dichiarato Katz. Il ministro israeliano ha aggiunto che questa posizione è accettata dagli Stati Uniti ed è sancita dall’allegato militare all’accordo quadro firmato tra Israele e Libano la scorsa settimana. Katz ha affermato inoltre di non credere che l’esercito libanese “si trasformerà improvvisamente in leoni che caricano contro Hezbollah” e che, pertanto, la presenza delle Idf in Libano sarà “a lungo termine”.
Il ministro della Difesa conferma che Israele ha recentemente tentato di convincere l’esercito libanese a entrare nell’area della cresta di Ali Taher, sotto la quale Hezbollah ha un’importante rete di tunnel, e a bonificarla dai miliziani. Tuttavia, “l’esercito libanese si è rifiutato”, afferma Katz. Riguardo alla distruzione dei villaggi di confine libanesi, Katz afferma che “era chiaro che i villaggi sciiti lungo la linea di contatto dovevano scomparire” per proteggere il confine israeliano da Hezbollah. Secondo il ministro della Difesa, nei settori occidentali e centrali del Libano meridionale, “si registra una distruzione quasi totale dei villaggi lungo la linea di contatto”, mentre nel settore orientale “il 73% dei villaggi è stato distrutto”. Katz afferma inoltre che circa 600.000 “sciiti provenienti dai villaggi del Libano meridionale” sono fuggiti e altri 700.000 sono stati sfollati dalla roccaforte di Hezbollah a Dahiyeh, nella capitale Beirut. Nel suo briefing, Katz sostiene che, se non fosse stato per la pressione americana su Israele, le Idf avrebbero causato il crollo di Hezbollah in Libano.
BERRI “ACCORDO CON ISRAELE NON VERRA’ APPROVATO
Il presidente del Parlamento libanese e leader del partito Amal, alleato di Hezbollah, Nabih Berri, afferma che l’accordo quadro tra Libano e Israele mediato dagli Stati Uniti non verrà approvato in quanto non garantisce i diritti del Libano.
“Questo accordo non verrà approvato e non verrà attuato nella sua forma attuale”, dichiara Berri in un comunicato diffuso dal suo partito, il movimento Amal, aggiungendo che si tratta di “un accordo di ‘dittature’, non di un accordo che tutela i diritti del Libano”. L’accordo raggiunto venerdì apre la strada alla pace tra Libano e Israele e subordina il ritiro israeliano dal Libano al disarmo di Hezbollah.
ISRAELE, MEDIA “ALTA PROBABILITÀ ATTACCHI DA LIBANO E IRAN”
Funzionari della sicurezza israeliani affermano che sussiste ancora un’alta probabilità di attacchi da parte del Libano e dell’Iran. Lo scrive il quotidiano israeliano Haaretz, citando un documento presentato ai vertici del governo. I ministri del governo hanno approvato, con una votazione telefonica d’urgenza, una proroga dello stato d’emergenza speciale sul fronte interno, in linea con il documento. La proroga sarà sottoposta all’approvazione della commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset, il parlamento israeliano, affinché possa entrare in vigore.
Lo stato d’emergenza sul fronte interno è in vigore dallo scoppio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio scorso, ed è stato oggetto di ripetute proroghe. La dichiarazione autorizza lo Stato a regolamentare la vita civile durante l’emergenza e a imporre una serie di obblighi e restrizioni alla popolazione civile, tra cui il divieto di assembramenti in aree pubbliche senza accesso a rifugi, restrizioni alla circolazione, ordini di evacuazione e direttive ai vari servizi di emergenza e soccorso.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).








