Miccoli Legends Game il 26 settembre al Barbera: “Voglio salutare Palermo come merita” / Video

PALERMO (ITALPRESS) – Un momento di festa, per celebrare la chiusura di un percorso e suggellare un legame indissolubile con Palermo: il 26 settembre lo stadio Renzo Barbera ospiterà il Miccoli Legends Game, la partita con cui il ‘Romario del Salento’ darà l’addio al calcio in quella che è diventata la città più rappresentativa della sua carriera. A sfidarsi, con calcio d’inizio alle 20:45, saranno amici ed ex compagni di Fabrizio Miccoli e i rappresentanti della Nazionale italiana artisti: la conferenza stampa di presentazione dell’evento si è svolta oggi pomeriggio presso la Villa del Gattopardo alla presenza, oltre che dello stesso ex capitano rosanero, del proprietario di SicilyByCar Tommaso Dragotto e del presidente del Museo del Presente Falcone e Borsellino Vincenzo Di Fresco.

I biglietti per il match saranno disponibili da luglio: parte del ricavato, come comunicato dallo stesso Miccoli, sarà devoluta alla Fondazione Falcone; un modo per suggellare un legame che negli ultimi tempi è diventato sempre più stretto e vede costantemente il ‘Romario del Salento’ al fianco di Maria Falcone.

I due, dopo un primo incontro privato di carattere riconciliatorio, si erano rivisti il 17 aprile a Palazzo Jung (sede del Museo del Presente) per la presentazione di ‘Gloria e peccato di un campione’, libro di Lorenzo Avola e Carolina Orlandi che celebra la carriera di Miccoli: quest’ultimo ha poi partecipato come ospite, sempre a Palazzo Jung, alle celebrazioni per il 34esimo anniversario della strage di Capaci. La partita del 26 settembre sarà inaugurata da un pre-show in cui si esibiranno quattro artisti del panorama musicale italiano: il loro nome verrà svelato nelle prossime settimane.

Per quanto riguarda le Legends presenti, i primi nomi annunciati sono quelli di Salvatore Sirigu, Emiliano Viviano, Federico Balzaretti, Cesare Bovo, Antonio Nocerino, Fabio Simplicio, Josip Ilicic, Javier Pastore e Amauri: con loro ci sarà Nuno Gomes, compagno di Miccoli ai tempi del Benfica, più altri giocatori che verranno comunicati prossimamente. Dopo aver espresso vicinanza a Dragotto “per gli episodi spiacevoli che gli sono capitati in quest’ultimo periodo”, l’ex capitano del Palermo spiega i motivi che lo hanno portato a scegliere il capoluogo siciliano per dare l’addio al calcio giocato.

“Ricordo come andai via da questa città, ora vorrei tornare indietro nel tempo per lasciarla come meritano i tifosi: con me ci saranno tantissimi ex compagni. Sono contento che parte del ricavato dei biglietti andrà alla Fondazione Falcone: abbiamo molti progetti insieme, il mio sogno è realizzare un campetto alla Kalsa in cui far allenare tutti i bambini del quartiere”. Miccoli torna poi indietro al momento in cui è iniziato il suo rapporto con Palermo nell’estate 2007: da lì in poi si è costruito un legame indissolubile con la città e la piazza, tra alti e bassi dentro e fuori dal campo.

“Dopo l’avventura al Benfica mia moglie voleva tornare in Italia e la mia scelta era tra Napoli e Palermo – racconta -. Quando mi hanno proposto di venire qui ho accettato subito. Il primo giorno a Boccadifalco c’era un gran caldo ed ero un po’ scombussolato, poi ho visto il mare di Mondello e ho capito che era la città giusta per me: sapevo che non avremmo potuto vincere scudetti, anche se siamo andati vicini alla Coppa Italia nel 2011, ma ritengo di aver raggiunto il mio obiettivo di fare la storia a Palermo”.

La presenza alla conferenza stampa del patron di SicilyByCar non è legata solo al suo status di padrone di casa: sarà lui, come comunicatogli a sorpresa dallo stesso ‘Romario del Salento’, a dare il calcio d’inizio il 26 settembre. Una decisione accolta con gratitudine da Dragotto, il quale sottolinea come “Miccoli ha lasciato un ricordo splendido a Palermo: è stato un’icona in rosanero e gli siamo tutti gradi per la persona che è. Da uomo intelligente e capace ha deciso di chiedere perdono per le sue affermazioni: sono felice che le cose con la famiglia Falcone si siano appianate. Di Miccoli ho apprezzato la classe e l’entusiasmo che metteva nelle sue giocate: Palermo gli è riconoscente e lui è riconoscente a Palermo, quello che ha dato alla città sotto l’aspetto sportivo è all’altezza di Messi”.

Di Fresco si sofferma più sull’aspetto umano che su quello calcistico: “Miccoli ha sicuramente fatto errori, ma ha avuto il coraggio di mettersi in discussione. Ha pagato il conto con la giustizia e non avrebbe avuto bisogno di chiedere scusa a nessuno, ma attraverso Mirri ha insistito per incontrare mia madre (Maria Falcone): lei è una persona che crede nel perdono e ha creduto nella volontà di Miccoli di chiudere una fase della sua vita e iniziarne una nuova; quell’incontro fu un momento molto toccante e, anche se non ho mai chiesto a mia madre cosa si siano detti, era facile intuirlo”.

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-Foto xd8/Italpress-
(ITALPRESS).

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