ROMA (ITALPRESS) – Dalle strade ai porti, dai valichi ferroviari ai terminal intermodali, l’Unione europea punta a trasformare la propria rete infrastrutturale in uno strumento di deterrenza e di risposta rapida alle crisi. Con 49 voti favorevoli, 9 contrari e 4 astensioni, le commissioni Trasporti e Turismo e Sicurezza e Difesa del Parlamento europeo hanno adottato la loro posizione negoziale sul nuovo regolamento dedicato alla mobilità militare, aprendo la strada ai negoziati con il Consiglio già a partire dal prossimo luglio.
Secondo gli eurodeputati, l’aggressione russa contro l’Ucraina ha evidenziato la necessità di sviluppare una pianificazione più robusta e una maggiore integrazione delle capacità di trasporto militare all’interno dell’Unione. Per superare gli ostacoli amministrativi e la frammentazione delle procedure nazionali, il Parlamento propone l’introduzione entro il 2027 di un sistema digitale sicuro e interoperabile con la NATO, destinato a gestire autorizzazioni, formalità doganali e organizzazione dei movimenti. Le autorizzazioni permanenti dovranno essere rilasciate entro un mese, mentre quelle ad hoc entro due giorni lavorativi.
Il regolamento prevede inoltre la creazione di un gruppo dedicato alla mobilità militare e la designazione di coordinatori nazionali in ciascuno Stato membro. Grande attenzione viene riservata alle infrastrutture dual use, con la richiesta di un programma di investimenti europeo e nazionale per adeguare ponti, strade, tunnel, ferrovie, porti, aeroporti e reti energetiche ai requisiti operativi delle forze armate.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore delle nuove norme, la Commissione dovrebbe inoltre istituire un “pool di solidarietà” per mettere in comune mezzi, sistemi informatici, personale, unità mediche, treni e navi, con la partecipazione aperta anche agli Alleati NATO non appartenenti all’Unione, all’Ucraina e alla Moldova. In caso di emergenza, entrerebbe in funzione il nuovo European Military Mobility Enhanced Response System (EMERS), attivabile dal Consiglio entro 48 ore su proposta della Commissione e valido fino a dodici mesi, garantendo priorità di accesso alle infrastrutture e deroghe temporanee alle restrizioni sul traffico, nel tentativo di preservare al contempo sicurezza e continuità dei trasporti civili.
“Per il Parlamento la missione è compiuta. Abbiamo rafforzato in modo significativo il pacchetto legislativo sulla mobilità militare”, ha dichiarato il relatore della commissione Sicurezza e Difesa Michal Szczerba, sottolineando che “abbiamo ottenuto procedure semplificate, termini più brevi per le autorizzazioni, una digitalizzazione accelerata, una maggiore interoperabilità con la NATO e con i partner più vicini e una migliore resilienza delle infrastrutture strategiche dual use”.
Sulla stessa linea il relatore della commissione Trasporti, Roberts Zile, secondo il quale “queste nuove norme rafforzeranno la preparazione dell’Unione ad affrontare le sfide alla sicurezza e consentiranno di trasferire rapidamente le truppe verso gli Stati membri che necessitano assistenza”. La riforma rappresenta il tentativo dell’Europa di tradurre la propria ambizione strategica in una capacità concreta di proiezione e sostegno delle forze, in stretta complementarità con l’Alleanza Atlantica.
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