ROMA (ITALPRESS) – Nella quindicesima puntata di “Power Talks, il potere della comunicazione”, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, Jessica Nicolini intervista Francesco Nittolo e Matteo Cantile di Spietata Sartoria e Antonio Noto, di Noto Sondaggi, per un confronto su due mondi apparentemente lontani, ma uniti dallo stesso principio: la comunicazione non passa soltanto dalle parole, comunicare significa lasciare un’impressione. Passa da ciò che indossiamo.
Un abito parla prima di noi. È per questo che Spietata Sartoria ha trasformato il classico maschile in un linguaggio contemporaneo, capace di divertire, provocare e far riflettere milioni di persone sui social. Matteo Cantile racconta che “Spietata Sartoria è un progetto social su Instagram, TikTok e Facebook in cui cerchiamo di spiegare il classico maschile, tra stile, abbinamenti e storia dell’abbigliamento uomo”, un’idea che nasce “15 anni fa, ma solo con i social siamo riusciti a darle una forma concreta”, ammette Francesco Nittolo, con un approccio “spietato ma ironico, pensato per fare divulgazione sullo stile maschile”. Per Cantile “l’abbigliamento è un metalinguaggio, una forma potente di comunicazione che racconta chi siamo” e tra i contenuti poi diventati virali, ricorda “il video sulla camicia nera, nato come spiegazione tecnica ma diventato un caso social”. “Per noi era semplice: la camicia nera nel classico maschile non esiste”, chiarisce Nittolo, “ma è stata interpretata anche politicamente”. Sul loro format di “pagelle di stile”, Nittolo spiega che “giudichiamo anche la politica, tra promossi e bocciati”. Tra gli esempi positivi, cita “figure come Berlusconi e Bertinotti, entrambi riconoscibili per stile”, anche se per Cantile “gli italiani in generale vestono bene e sanno abbinare i colori”. Infine, il consiglio: Nittolo indica “il blazer blu come capo fondamentale e passepartout del guardaroba maschile”.
Dai dati che analizziamo ai mezzi con cui scegliamo di raccontare una storia. La comunicazione è anche ascolto e qui entrano in gioco i dati come spiega Antonio Noto: “I sondaggi sono la base per costruire la comunicazione, non un prodotto finito”, “serve a per costruire strategie di comunicazione e a migliorare i risultati, non solo a fotografare la realtà”. Per Noto, “sondaggio e comunicazione purtroppo nel mondo sono due cose separate, quello che oni facciamo è di cercare di unire queste due cose, sono servizi complementari tra loro”. Un errore comune è “costruire la comunicazione sul proprio sentire e non sui dati reali“. Il sondaggio, invece, “fornisce un elemento scientifico per capire il pubblico”. Serve anche a “verificare se la comunicazione sta funzionando o va corretta”. Nella sfida tra social media, secondo Noto “i quotidiani sono oggi letti soprattutto dagli addetti ai lavori”, mentre i social “hanno grande diffusione ma ancora poca reputazione”. La televisione, invece, “resta il mezzo più efficace nell’obiettivo della comunicazione perché unisce fiducia e ampia copertura”. Eppure oggi, “oggi si comunica soprattutto attraverso i social più che con la voce”, ma “non è il canale a fare la differenza” avverte, “bensì la strategia”. In molti, imprese o politici poco importa, spesso sbagliano perché “comunicano a tutti nello stesso modo“, ma la soluzione è chiara: “prima individuare il target e poi costruire il messaggio” solo così, conclude, “la comunicazione diventa davvero efficace”.
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