ROMA (ITALPRESS) – “Il Presidente Lee Jae Myung è una figura di riferimento – da quando è stato eletto – nel suo Paese, ma non soltanto nel suo Paese; e per l’Italia è un onore la sua presenza qui come testimonianza di amicizia, di interesse per sviluppare la nostra cooperazione”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accogliendo al Quirinale il presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung, in visita di Stato in Italia.
“I rapporti fra Corea e Italia sono sempre più stretti. Si sono consolidati, anno per anno, in tanti settori. Si basano, innanzitutto, su una profonda condivisione dei valori di riferimento, la democrazia, lo Stato di diritto, la legalità internazionale. E anche si basano su una lettura convergente di quanto accade nel mondo”, prosegue Mattarella. Con il Presidente Lee “abbiamo affrontato anche alcuni temi della situazione internazionale”, ricorda.
“Particolarmente importante è il legame che intercorre tra la Repubblica di Corea e l’Unione europea, che è stato consolidato di recente dall’incontro di vertice, con successo, svoltosi nei giorni scorsi a Bruxelles”. Per quanto riguarda la Penisola coreana, “auspichiamo la stabilizzazione, nel rispetto di quanto disposto e indicato dalle Nazioni Unite. Condividiamo le posizioni e gli appelli di dialogo, di collaborazione che, in tutte le regioni interessate, il Presidente Lee propone, svolge e presenta. Condividiamo, in Italia, la convinzione che sia necessario mantenere l’Indo-Pacifico come spazio sicuro, libero, aperto. Aperto alla navigazione, aperto, ai commerci, come è interesse delle popolazioni di ogni parte”, prosegue il presidente.
“Abbiamo parlato anche delle varie crisi che vi sono nel mondo” e “del sostegno all’Ucraina” e “dell’esigenza di raggiungere un punto che consenta una pace giusta e duratura”. Inoltre “abbiamo parlato delle conseguenze che le crisi, nel mondo, comportano anche per i nostri Paesi – sul piano energetico, ma non soltanto su quello – e delle conseguenze che comportano per l’intera comunità internazionale, particolarmente per i Paesi più deboli sul piano alimentare”.
Poi “abbiamo parlato delle conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz, auspicando una sollecita definizione che consenta la riapertura completa di quell’importante braccio di mare, anche per evitare che si consolidi il precedente di Paesi rivieraschi che bloccano i passaggi marittimi, più impegnativi e ristretti, paralizzando l’intera rete di commercio internazionale a danno di tutte le popolazioni, anche di coloro che attivano questi blocchi e questi ostacoli”.
Con il Presidente Lee “abbiamo parlato del nostro comune impegno per il multilateralismo nella vita internazionale, nelle Nazioni Unite. Non a caso Corea e Italia sono impegnate nel peacekeeping, ampiamente. Lo siamo anche in UNIFIL, con una presenza coraggiosa che ha dato grandi contributi finché vi è stata la possibilità negli anni passati e che siamo sempre disposti a fornire, nell’ambito Nazioni Unite, e ovunque vi siano crisi e richieste di collaborazione per la pace. Perché è questo l’obiettivo che coltivano insieme Corea e Italia. Abbiamo, quindi, una visione comune della vita internazionale, che auspichiamo sempre collegata a regole rispettate, condivise, che consentano alle popolazioni di guardare al futuro con serenità”, conclude Mattarella.
-Foto ufficio stampa Quirinale-
(ITALPRESS).









