LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Malta ha registrato significativi progressi nel proprio sistema penitenziario negli ultimi 15 anni, in particolare nei servizi di sostegno e riabilitazione offerti ai detenuti presso il Centro Correzionale di Corradino, secondo quanto dichiarato da un alto funzionario del Consiglio d’Europa. Hugh Chetwynd, Segretario Esecutivo del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura (CPT), ha rilasciato queste dichiarazioni durante una conferenza in corso a Malta dedicata alle strutture penitenziarie europee.
Per due giorni, Malta ospita i direttori degli istituti penitenziari e dei servizi di probation di 46 Stati membri del Consiglio d’Europa per discutere le sfide che interessano la popolazione carceraria, con particolare attenzione ai detenuti anziani, alle donne e ai cittadini stranieri. Chetwynd ha affermato che Malta ha compiuto notevoli passi avanti nella modernizzazione del proprio sistema penitenziario e nel rafforzamento dei programmi di riabilitazione che aiutano i detenuti a prepararsi alla vita dopo la scarcerazione. Ha sottolineato che il sostegno attualmente fornito a Corradino rappresenta un “vero miglioramento” e ha descritto Malta come un Paese in grado di offrire preziosi insegnamenti e buone pratiche ad altri sistemi carcerari europei.
Allo stesso tempo, ha evidenziato l’importanza di investire nell’accesso all’alloggio e alle opportunità lavorative per gli ex detenuti, avvertendo che la mancanza di una casa e di un impiego aumenta il rischio di recidiva.
L’amministratore delegato dell’Agenzia dei Servizi Correzionali, Christopher Siegersma, ha dichiarato che le carceri maltesi continuano a evolversi attraverso iniziative educative e sociali adattate alle esigenze dei detenuti.
Ha inoltre ricordato che il Centro Correzionale di Corradino ospita circa 750 detenuti, quasi la metà dei quali sono cittadini stranieri. Siegersma ha aggiunto che una crescente consapevolezza delle esigenze dei gruppi vulnerabili, comprese le donne transgender e i detenuti stranieri che affrontano barriere culturali e difficoltà di comunicazione con le famiglie, ha contribuito a rendere il sistema penitenziario più inclusivo ed efficace. Ha infine descritto la conferenza come un’importante opportunità per gli Stati membri di condividere esperienze e buone pratiche, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente i percorsi di riabilitazione e reintegrazione dei detenuti in tutta Europa.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).









