Social e politica, Longobardi “L’IA non può sostituire l’autenticità di un leader”

ROMA (ITALPRESS) – “Un politico non è un influencer perché utilizza i social, ma perché usa questi strumenti per dare massima visibilità ai contenuti politici del proprio percorso”. Lo ha dichiarato Tommaso Longobardi, responsabile della comunicazione social del Governo Meloni, intervenendo al panel “L’esercito del trend. Come stanno cambiando i social”, ospitato presso la Fondazione AN e moderato da Alberto Di Benedetto, responsabile social di Fratelli d’Italia.

Nel corso dell’incontro Longobardi ha annunciato anche l’uscita del libro “Senza maschera”, dedicato al lavoro di comunicazione attorno alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Al centro del dibattito il rapporto tra politica, social network e intelligenza artificiale.
“La credibilità e l’autenticità della persona sono i capisaldi di una figura politica che funziona”, ha aggiunto Longobardi, sottolineando come “un politico non possa essere sostituito dall’IA, perché è proprio la sua autenticità a renderlo insostituibile”.
Sul tema dell’intelligenza artificiale il responsabile comunicazione social del Governo ha lanciato anche un monito: “La politica che si svende all’IA rischia di diventare totalmente uniforme, con destra e sinistra che comunicano allo stesso modo. Viene meno l’argomento ideologico, che dovrebbe invece essere il fulcro della politica”. Secondo Longobardi, “l’IA dovrebbe servire da contorno e non sostituire il dibattito politico”, perché “più si usa l’IA come base comunicativa più si perde credibilità”.

Tra gli interventi anche quello di Gino Zavalani, direttore editoriale di Esperia, secondo cui i social rappresentano “un campo democratico” in continua crescita, mentre il giornalismo tradizionale dovrebbe imparare a comprenderne il potenziale senza viverlo come una minaccia. Valerio D’Angeli, responsabile social di Carlo Calenda, ha invece evidenziato l’importanza della satira e dei meme nella costruzione della credibilità politica sui social, citando il lavoro svolto sul TikTok di Azione.

Daniele Cinà, responsabile social del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, ha spiegato come la presenza del primo cittadino su TikTok nasca dall’esigenza di raccontare ai cittadini la trasformazione della Capitale: “Non è vero che i giovani non si interessano di politica, forse è la politica che dovrebbe avvicinarsi di più al loro linguaggio”. Più critico Massimiliano Zossolo di Welcome to Favelas, che ha parlato di un progressivo “appiattimento” della comunicazione causato dall’IA e del ruolo sempre più centrale degli algoritmi nel dibattito pubblico.

– foto xs7/Italpress –

(ITALPRESS).

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