“Fjord” di Cristian Mungiu vince la Palma d’oro a Cannes

    IPA85009608 - Tilda Swinton introducing Palme d’Or to Cristian Mungiu for Fjord joined by Renate Reinsve and Sebastian Stan on stage during the closing ceremony of the 79th annual Cannes Film Festival at Palais des Festivals on May 23, 2026 in Cannes, France.//03PARIENTE_19020187/Credit:JP Pariente/SIPA/2605232151

    CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Cannes 79 sigilla un’edizione molto positiva con la Palma d’Oro a Fjord di Cristian Mungiu, storia complessamente morale e sociale in cui una famiglia rumena trasferitasi in Finlandia affronta una grave accusa di maltrattementi familiari legata anche alla loro religione evangelista. Storia molto attuale, quella raccontata da Mungiu, che tocca aspetti fondamentali del rapporto tra individuo, stato e società e in qualche modo orienta il palmarès di questa edizione di Cannes su una linea tematica molto precisa, che si rispecchia anche negli altri premi. Il Grand Prix è andato al film
    Minotaur di Andrey Zvyagintsev, mentre il Premio della Giuria è stato assegnato a “The Dreamed Adventure” della regista tedesca Valeska Grisebach.

    La cerimonia di premiazione ha portato comunque in dote un palmarès equilibrato, che la giuria presieduta dal maestro sudcoreano Park Chan-wook ha distribuito con perizia, cercando di cogliere i vari punti forti di una competizione che è parsa tanto coraggiosa sotto alcuni aspetti quanto spiazzante sotto altri. L’equilibrio cercato dalla giuria è parso tangibile con i Premi delle interpretazioni, che hanno tenuto insieme due coppie di attori: sul versante femminile ci sono la straordinaria Virginie Efira e Tao Okamoto, premiate da Pierfrancesco Favino come protagoniste di “Soudain” (All of a Sudden) di Ryusuke Hamaguchi, storia dell’incontro tra una dottoressa francese e una attrice giapponese malata terminale.

    Sul versante maschile, invece, sono stati premiati l’esordiente Emmanuel Macchia e Valentin Campagne, i due giovani protagonisti di “Coward”, storia d’amore gay nata sul fronte belga della prima guerra mondiale. Il premio della Sceneggiatura ha invece segnalato uno dei film francesi più amati di questo concorso, “Notre Salut” di Emmanuel Marre, che ha anche firmato la sceneggiatura. Dato tra i favoriti nei giorni scorsi, il film racconta la storia di un burocrate che cerca una strada per affermarsi nella Francia di Pétain. Un altro ex aequo ha caratterizzato anche il premio per la Migliore Regia, assegnato ai due registi spagnoli Javier Ambrossi e Javier Calvo per l’ottimo “La bola negra”, in cui viene ricostruita tra realtà e fantasia la storia di un amore gay di Federico Garcia Lorca, e il polacco Pawel Pawlikowski per “Fatherland”, in cui è di scena un altro grande figura storica Thoman Mann nella Germania del 1949.

    – Foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).

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