
TRIPOLI (LIBIA) (ITALPRESS) – Oltre 688 milioni di metri quadrati di territorio libico sono contaminati da mine e ordigni inesplosi dai conflitti iniziati nel 2011. Secondo quanto riportato dall’Unsmil, durante il secondo meeting annuale del Mine Action Support Group a Tripoli, ospitato dall’ambasciatore italiano Gianluca Alberini presso la sede diplomatica italiana, i partner internazionali hanno ribadito il sostegno alle attività di sminamento.
Dal cessate il fuoco del 2020 sono stati bonificati 219 milioni di metri quadrati. Dal maggio 2020, le esplosioni di mine e munizioni hanno causato 487 vittime in Libia: 175 morti e 312 feriti, tra cui 87 bambini. I partecipanti al meeting hanno sottolineato l’urgenza di intensificare il coordinamento per evitare ulteriori tragedie umanitarie. Le sfide principali rimangono le capacità tecniche limitate, le difficoltà di accesso ad alcune zone e la carenza di fondi rispetto all’enorme estensione delle aree contaminate.
L’ambasciatore Alberini ha elogiato la professionalità dimostrata dopo l’esplosione dell’agosto 2025 a Misurata, causata da munizioni instabili in un deposito situato all’interno di un’area residenziale densamente popolata. “Abbiamo visto grande professionalità ed efficienza nelle operazioni di bonifica e nelle attività di sensibilizzazione sui rischi delle munizioni inesplose”, ha detto. I partecipanti hanno chiesto di dare maggiore priorità allo sminamento e alla gestione sicura delle munizioni nel quadro del gruppo di lavoro sulla sicurezza.
– Foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).








