CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Attraversato da parecchie storie a tematica gender, il festival di Cannes 79 si avvia verso le sue giornate conclusive con due film in Concorso che affrontano il tema da prospettive molto diverse ma legate dal tema del rapporto tra arte e vita.
Ieri abbiamo visto il nuovo film dell’americano Ira Sachs, “The Man I Love”, interpretato da uno degli attori più interessanti del momento, Rami Malek, che tra la serie “Mr. Robot” e il ruolo iconico di Freddie Mercury incarnato nel grande successo “Bohemian Rhapsody” ha trovato una sua strada nella Hollywood contemporanea. La sua prima volta sulla Croisette è nel segno di un dramma ambientato nella New York degli anni ’80, nel pieno dell’incubo AIDS: Jimmy George è un attore tanto venerato nella scena off di Broadway quanto segnato da una vita fragile e devastata dalla malattia.
Il destino che lo aspetta è un’ombra contro la quale combatte mettendo in scena un ultimo spettacolo, che gli procura tante aspettative e altrettanto dolore. La sua vita privata è sostenuta da un compagno che si prende cura di lui e del suo ego esorbitante, aggravato dalla sofferenza e dalla depressione.
Le prove dello spettacolo non sono facili, la memoria vacilla e per giunta un nuovo vicino attratto dalla sua personalità chiede sentimenti e attenzioni che Jimmy non ha.
Ira Sachs firma questo dramma con stile mimetico rispetto agli anni in cui è ambientato, quasi fosse un film di John Cassavetes, cercando però allo stesso tempo di creare uno sdoppiamento tra la rappresentazione della figura dell’artista dannato e la messa in scena di un contesto sociale lontano dagli stereotipi della cultura queer newyorkese degli anni ’80.
Sulla figura di un artista, in questo caso reale, è basato anche “La bola negra” che Cannes 79 ha proposto oggi in Concorso: primo lungometraggio firmato dalla coppia di attori, showrunner e icone queer spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi, il film attraversa la storia della Spagna dagli anni Trenta spingendosi sino ai giorni nostri, in un vorticoso viaggio corale che ha come punto di fuga la figura di Federico Garcia Lorca e il suo romanzo incompiuto che dà il titolo al film, l’unico in cui lo scrittore mette in scena personaggi apertamente omosessuali.
Seguendo la scoperta del testo ad opera di un giovane storico omosessuale, il film costruisce una narrazione ampia e tormentata che ricostruisce gli anni della dittatura spagnola, i rapporti con l’Italia fascista, il clima di paura e violenza.
Ma la portante romantica garantita dall’incontro tra un giovane soldato franchista e un anarchico gay al quale Lorca aveva consegnato il testo, contribuisce a rendere il dramma profondo e appassionante, nonostante le circonvoluzioni narrative che lo caratterizzano. Segnato da un cast che vede tra gli altri impegnati interpreti cone Penelope Cruz e Grenn Close, il film è adattato da un testo di Alberto Conejero.
-Foto IPA Agency-
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