Iran, Crosetto “Eventuali future azioni difensive a Hormuz solo con una tregua vera”

Roma Camera dei deputati Informativa urgente del ministro della Difesa sulla possibilità di utilizzo delle basi militari italiane da parte degli USA nella foto Guido Crosetto

ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo qui, oggi, per chiedere un’ autorizzare ad una nuova missione militare, che prevede prima una vera tregua, poi una cornice giuridica e infine l’autorizzazione del parlamento, né un ampliamento del perimetro operativo di quelle in essere già definito, ci muoviamo all’interno delle prerogative attribuite al ministro della Difesa nel quadro delle missioni militari all’estero già autorizzati dalle Camere”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’audizione nelle commissioni riunite Esteri e Difesa camera e la commissione Esteri e Difesa del senato.

“L’obiettivo condiviso resta quello di favorire il più velocemente possibile, attraverso un’azione coordinata della comunità internazionale, un ritorno a condizioni di stabilità e normalità nella navigazione marittima nell’area di Hormuz. Eventuali futuri iniziative di natura esclusivamente difensiva, possono effettuarsi solo qualora siano rispettate alcune condizioni essenziali: per primo non un temporaneo cessate il fuoco, ma una tregua vera, credibile e stabile, meglio ancora se una pace definitiva” ha aggiunto Crosetto “secondo, la legittima cornice giuridica internazionale, terzo, l’accordo di tutte le parti interessate”.

“Oggi 40 paesi stanno valutando di contribuire a rendere lo stretto di Hormuz, libero e percorribile, appena le condizioni lo permetteranno, ben 24 di questi paesi, hanno già manifestato la loro disponibilità di partecipare con assetti altamente specializzati utili, ad esempio, a rimuovere le mine, in quel tratto di mare di cui nessuno conosce la localizzazione, neanche gli stessi iraniani. Nel complesso, tra gli altri, Germania, Francia , Regno Unito, Belgio, Spagna, Olanda, Norvegia, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Canada, Australia, Nuova Zelanda, si sono già detti tutti disponibili a fornire capacità operative significative” ha aggiunto Crosetto “altri stanno valutando di fare altrettanto”.

Il ministro Crosetto ha spiegato che “ove scoppiasse la pace, servirebbe quasi un mese di navigazione a tutte le unità delle nazioni alleate indicate per raggiungere il Golfo Persico, ecco perché ci stiamo organizzando anche noi per avvicinarsi in quell’area, pur rimanendo a distanza di sicurezza”. Per quanto riguarda l’Italia “quando si verificheranno le condizioni, sarà il parlamento a valutare, a decidere o meno di contribuire all’iniziativa internazionale e in che modo. L’eventuale contributo nazionale” ha concluso il ministro della Difesa “farebbe leva principalmente sulle capacità altamente qualificate della marina militare italiana, in particolare nel settore del contrasto alle mine, si dovrà valutare l’impiego, o meno, del supporto aereo nel quale l’Italia dispone di eccellenza riconosciuta a livello internazionale”.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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