Corte Ue, legittimo un equo compenso per gli editori dalle piattaforme digitali

PALAZZO BERLYAMONT, SEDE DELLA COMMISSIONE EUROPEA, BANDIERA BANDIERE UNIONE EUROPEA EUROPA (BRUXELLES - 2006-06-15, Nanni Fontana) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha respinto il ricorso di Meta contro l’Agcom, riconoscendo la compatibilità con il diritto europeo della normativa italiana sull’equa remunerazione degli editori per l’utilizzo online delle pubblicazioni giornalistiche.

FIEG “CORTE UE CONFERMA LEGITTIMITA’ EQUA REMUNERAZIONE CONTENUTI ONLINE”

Gli editori italiani di giornali esprimono in una nota “grande soddisfazione per la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha riconosciuto la compatibilità con il diritto europeo della normativa italiana sull’equa remunerazione degli editori per l’utilizzo online delle pubblicazioni giornalistiche”. Nel procedimento sollevato da META contro il Regolamento Agcom, e in cui è intervenuta anche la FIEG, la Corte europea ha chiarito che il diritto riconosciuto agli editori costituisce un legittimo corrispettivo economico per l’autorizzazione all’utilizzo online delle pubblicazioni e ha confermato la legittimità degli strumenti previsti dalla normativa italiana – inclusi gli obblighi di negoziazione, trasparenza e correttezza nelle trattative – finalizzati a garantire un equilibrio tra i diritti degli editori e la libertà d’impresa delle piattaforme digitali.

Gli editori italiani di giornali esprimono in una nota “grande soddisfazione per la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha riconosciuto la compatibilità con il diritto europeo della normativa italiana sull’equa remunerazione degli editori per l’utilizzo online delle pubblicazioni giornalistiche”. Nel procedimento sollevato da Meta contro il Regolamento Agcom, e in cui è intervenuta anche la FIEG, la Corte europea ha chiarito che il diritto riconosciuto agli editori costituisce un legittimo corrispettivo economico per l’autorizzazione all’utilizzo online delle pubblicazioni e ha confermato la legittimità degli strumenti previsti dalla normativa italiana – inclusi gli obblighi di negoziazione, trasparenza e correttezza nelle trattative – finalizzati a garantire un equilibrio tra i diritti degli editori e la libertà d’impresa delle piattaforme digitali.

MARANO “CONFERMA REGOLAMENTO AGCOM SU META PRECEDENTE FONDAMENTALE”

Confindustria Radio Televisioni condivide “pienamente la posizione della FIEG dopo la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha confermato la validità del sistema italiano sull’equa remunerazione dei contenuti editoriali online”. Per CRTV “questa sentenza è un importante punto di svolta per tutto il settore dei media: non solo la stampa, ma anche radio e televisione, che ogni giorno si confrontano con la forza dominante delle grandi piattaforme digitali”. Il Presidente di CRTV, Antonio Marano, accoglie con favore la decisione e sottolinea che “la conferma del Regolamento Agcom nel caso contro Meta rappresenta un precedente fondamentale per riportare equilibrio in un mercato ormai sbilanciato. Marano ricorda che gli editori tradizionali continuano a investire sul territorio e sulla qualità dell’informazione, mentre le grandi piattaforme tecnologiche operano spesso con strutture ridotte e senza assumersi responsabilità editoriali ed economiche paragonabili”.

Per Marano “la decisione della Corte ribadisce un principio chiaro: la tecnologia non può dettare da sola le regole, né ignorare il valore economico della proprietà intellettuale. Il diritto d’autore e la giusta remunerazione dei contenuti sono ciò che garantisce pluralismo, creatività e tenuta democratica”. Gli OTT, aggiunge, “hanno beneficiato troppo a lungo di un’asimmetria competitiva che ha permesso loro di usare opere e professionalità altrui per alimentare algoritmi e modelli di business senza un equo compenso, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro nel settore radiofonico e televisivo”.

“La pronuncia della Corte conferma anche la solidità del lavoro svolto dall’AGCOM in questi anni, riconoscendo la piena legittimità del suo ruolo e l’efficacia degli strumenti messi in campo per garantire trasparenza, equilibrio e tutela dell’informazione professionale”, spiega in una nota CRTV, auspicando che “questa sentenza acceleri nuove misure per regolamentare l’attività delle big tech, anche sul fronte dell’intelligenza artificiale e del web scraping, affinché ogni utilizzo di contenuti multimediali avvenga con trasparenza e remunerazione proporzionata”. “Difendere gli editori e il sistema dell’industria culturale” – conclude Marano – “significa difendere la libertà di scelta dei cittadini e costruire un ecosistema digitale in cui l’innovazione non diventi un modo per aggirare regole e responsabilità”.

AGCOM “ITALIA APRIPISTA IN EUROPA SU EQUO COMPENSO”

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni esprime “forte apprezzamento per la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa C-797/23 | Meta Platforms Ireland (Equo compenso)”, pubblicata oggi. Meta aveva proposto un ricorso contro la normativa italiana di recepimento dell’articolo 15 della Direttiva Copyright e il Regolamento Agcom in materia di determinazione dell’equo compenso per l’utilizzo online delle pubblicazioni di carattere giornalistico (delibera n. 3/23/CONS). La Corte europea ha stabilito che la normativa italiana e il regolamento Agcom sono compatibili con il diritto dell’Unione, a condizione che tale remunerazione costituisca il corrispettivo economico dell’autorizzazione all’utilizzo online delle loro pubblicazioni. In particolare, secondo la Corte, “la normativa italiana è compatibile con il diritto dell’Unione nella misura in cui non solo prevede che gli editori abbiano il diritto di ottenere un’equa remunerazione per l’utilizzo online delle loro pubblicazioni di carattere giornalistico, ma impone anche alle piattaforme, che utilizzano o intendono utilizzare tali pubblicazioni, l’obbligo di trattative con gli editori, di non limitare la visibilità dei contenuti di questi ultimi nei risultati di ricerca nel corso delle trattative e di mettere a disposizione degli editori e di un’autorità pubblica le informazioni necessarie per determinare l’importo di una equa remunerazione”

“Tali obblighi, che rafforzano la tutela degli editori, e dell’intero mondo della comunicazione, compresi i giornalisti, appaiono giustificati per i giudici europei perché consentono di realizzare un giusto equilibrio tra la libertà d’impresa e il diritto di proprietà intellettuale, nonché di preservare il pluralismo dei media – sottolinea l’Agcom in una nota -. La Corte ha confermato anche il ruolo dell’Agcom nel definire i criteri di riferimento da utilizzare per determinare l’equo compenso e quantificarne l’importo in caso di mancato accordo tra le parti, nonché a vigilare sul rispetto dell’obbligo di informazione gravante sui prestatori e imporre sanzioni in caso di inosservanza di tale obbligo”.

“La sentenza, che interviene in un momento particolarmente significativo per il futuro dell’editoria – ha dichiarato Giacomo Lasorella, Presidente di Agcom – segna un passaggio importantissimo a tutela del pluralismo dell’industria editoriale e dei valori costituzionali”.

SIAE “PRONUNCIA UE RAFFORZA EQUO COMPENSO, TRASPARENZA E RUOLO AUTORITÀ”

La Corte di Giustizia dell’Unione europea si è espressa sulla causa C-797/23 (Meta Platforms Ireland), relativa al diritto connesso per l’utilizzo online delle pubblicazioni giornalistiche. SIAE, che ha seguito e sostenuto il procedimento nell’ambito del proprio impegno istituzionale, accoglie con favore una decisione destinata a rappresentare un riferimento per l’evoluzione del mercato dei contenuti digitali e per i procedimenti in corso e futuri. La sentenza riconosce la piena legittimità del ruolo svolto da AGCOM, valorizzandone le funzioni di vigilanza, regolazione e intervento in caso di mancato accordo tra le parti, quali strumenti essenziali per garantire l’effettività del diritto connesso e il corretto funzionamento del mercato.

“Si tratta di una pronuncia di grande importanza perché conferma la piena legittimità di strumenti necessari a garantire equilibrio, trasparenza ed equa remunerazione nel rapporto tra editori e piattaforme digitali. La decisione della Corte rafforza il principio secondo cui il valore economico dei contenuti creativi e informativi deve essere riconosciuto e tutelato anche nell’ambiente digitale”, commenta il presidente della SIAE Salvatore Nastasi.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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