ROMA (ITALPRESS) – La comunicazione non passa solo dalle parole. A volte passa dalla voce. L’opera non è solo musica. È narrazione, persuasione, identità. Nella settima puntata di “Power Talks, il potere della comunicazione”, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, Andrea Ruggieri intervista Serena Gamberoni, vicepresidente della Commissione Opera lirica alla Camera dei Deputati, soprano leggero di fama internazionale e interprete che da anni porta l’opera italiana nei teatri e nelle arene di tutto il mondo.
Un confronto su una forma di comunicazione spesso sottovalutata: quella che non argomenta, ma emoziona. “Uso un linguaggio internazionale, anche se in italiano, però un linguaggio che parla ben oltre le parole, parla ai cuori e parla di sentimenti, quindi abbastanza immediato”, spiega Serena Gamberoni, sottolineando come l’opera rappresenti anche un veicolo di promozione dell’identità nazionale, “del Made in Italy e della storia italiana nel mondo”, aggiunge.
Secondo il soprano, la forza comunicativa dell’opera risiede nella capacità di coinvolgere emotivamente il pubblico e di indurre riflessione: “Il fatto di riuscire ad arrivare a fermare le persone a pensare di quello che fanno, dei sentimenti che hanno, o banalmente commuoverle, è sempre un momento di riflessione che porta a guardare magari la vita in un altro modo”, afferma. Evidenziando come il teatro musicale racconti passioni e conflitti universali. “L’opera parla di tantissime cose sbagliate che succedono nella vita, i tradimenti oppure le vendette, e che poi alla fine non portano nulla e portano solo un grande dispiacere”.
Un potere comunicativo che si manifesta anche nei grandi eventi internazionali. Gamberoni racconta l’esperienza di esibirsi in contesti molto diversi tra loro, dall’Europa all’Asia, “a Tokyo, cantare l’opera di Mozart in italiano e avere le persone che ti acclamano”, significa che la musica riesce a unire pubblici lontani per cultura e lingua. Accanto alla carriera artistica, Gamberoni è impegnata anche nella formazione dei giovani, che considera ancora fortemente attratti dal mondo dell’opera: “Spesso si pensa che quest’arte non sia un’arte che interessa ai giovani, non è vero. Io formo giovani in tutto il mondo”, sottolinea, citando in particolare l’espansione del settore in Asia. “La Cina ha appena aperto 180 teatri d’opera. E essere un cantante d’opera in Cina è di grandissimo prestigio”.
La recente nomina a vicepresidente della Commissione Opera lirica alla Camera dei Deputati rappresenta un ulteriore impegno nella tutela e nello sviluppo di questa forma d’arte. “La commissione opera è una commissione istituita dal Parlamento e si prefigge di essere un tavolo di lavoro per poter sviluppare e proteggere questa grande arte”, spiega.
Ma l’opera è anche “un veicolo internazionale, è un veicolo diplomatico”. Continua dunque a rappresentare una forma di comunicazione potente e universale. Perché, conclude Serena Gamberoni, “la voce è lo strumento dell’anima”.
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