Ok della Camera al decreto sicurezza, il Cdm modifica la norma sui rimpatri. Meloni “Correzione in corsa non è precedente pericoloso” / Video

ROMA (ITALPRESS) – La Camera ha approvato in via definitiva il decreto legge Sicurezza con 162 sì, 102 contrari e un astenuto. 

“Con l’approvazione definitiva del Decreto Sicurezza, il Governo compie un altro passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini, difendere chi indossa una divisa e affermare con chiarezza un principio semplice: in Italia la legalità non è negoziabile”. Così sui social la premier Giorgia Meloni. “Più strumenti per contrastare violenza, degrado, occupazioni abusive, criminalità diffusa e immigrazione illegale. Più tutele per le forze dell’ordine, per i cittadini onesti, per chi ogni giorno chiede solo di vivere in sicurezza. Noi andiamo avanti così: con serietà, determinazione e con la volontà di dare risposte concrete agli italiani”, conclude.

DL RIMPATRI: COMPENSO 615 EURO NON SOLO AD AVVOCATI E NON PIÙ LEGATO A PARTENZA

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giorgia Meloni, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti. Il testo apporta alcune modifiche alle norme in materia di rimpatri volontari assistiti (RVA) introdotte in sede di conversione del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23.

Le nuove norme agiscono in particolare sulla disciplina relativa ai soggetti che possono fornire assistenza al cittadino straniero nella presentazione della richiesta di partecipazione a un programma di rimpatrio volontario assistito e, di conseguenza, ricevere il compenso di circa 615 euro legato a tale prestazione. In particolare, l’ampliamento si realizza attraverso l’eliminazione della specifica che tale assistenza debba essere fornita esclusivamente a opera di un avvocato.

Inoltre, si subordina la corresponsione del compenso alla conclusione del procedimento amministrativo e non più all’esito della partenza del migrante. Infine, si sopprimono le parti del testo che fanno riferimento al Consiglio Nazionale Forense indicandolo come uno dei soggetti con i quali il ministero dell’Interno collabora per realizzare i programmi di rimpatrio volontario assistito e al quale è attribuita la funzione di ripartizione del compenso spettante per l’opera prestata a favore dello straniero rimpatriando. Di conseguenza, si prevede che con decreto del ministro dell’Interno saranno definiti anche i criteri per l’individuazione dei rappresentanti che possono svolgere l’attività di assistenza al rimpatrio e per la corresponsione del relativo compenso.

MELONI “CORREZIONE IN CORSA NON È PRECEDENTE PERICOLOSO”

“In passato ci sono stati dei precedenti di correzioni” di decreti “che sono state fatte quando non c’erano i tempi della conversione contestualmente all’approvazione del decreto, quindi non ci vedo un precedente pericoloso. Chiaramente avremmo preferito procedere correggendo in corsa, ma questo avrebbe fatto decadere il decreto e avrebbe creato non pochi problemi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa a margine del vertice informale Ue a Cipro rispondendo a una domanda sul decreto Sicurezza.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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