LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Malta non accetterà più nuove domande per resort all-inclusive, la maggior parte degli ostelli e hotel di categoria inferiore, nell’ambito di una riforma del settore turistico che entrerà in vigore a giugno. Un provvedimento delinea il nuovo quadro normativo, dopo una consultazione pubblica avviata lo scorso novembre. Le modifiche eliminano anche una misura controversa che consentiva agli hotel di superare di due piani i limiti di altezza previsti dai piani locali. Il ministro del Turismo Ian Borg ha affermato che le riforme mirano a migliorare la qualità complessiva dell’offerta. “Queste norme innalzeranno gli standard in tutte le categorie ricettive, garantendo di continuare a soddisfare e superare le aspettative dei visitatori”, ha dichiarato. Secondo le nuove regole, l’Autorità del Turismo di Malta (MTA) non prenderà più in considerazione richieste per hotel a una e due stelle né per resort all-inclusive, in particolare quelli previsti nelle zone fuori sviluppo (ODZ). Gli ostelli saranno autorizzati solo se collegati a istituzioni educative e limitati a 40 posti letto nelle aree residenziali. Borg ha citato abusi nell’utilizzo degli ostelli, impiegati per ospitare lavoratori stranieri, come una delle principali ragioni delle nuove restrizioni.
Sono stati introdotti anche limiti di capacità: gli hotel potranno avere al massimo 200 camere, le guesthouse 20, mentre gli affitti a breve termine saranno limitati a 10 persone per immobile o due per stanza. Le strutture con dormitori saranno respinte. La riforma introduce inoltre il marchio “diffuso”, che permetterà a strutture ricettive di operare in più edifici convertiti all’interno della stessa area, con servizi centralizzati. Per gli affitti a breve termine sono previsti obblighi più severi, tra cui l’esposizione di un cartello con i dati della licenza, la disponibilità di un contatto 24 ore su 24 e piani di gestione dei rifiuti. L’aria condizionata diventa obbligatoria, mentre divani letto e stanze sotterranee sono vietati. Chi opera senza licenza MTA rischia una squalifica di tre anni e ulteriori sanzioni. Le proprietà che non rispettano i nuovi requisiti non otterranno la licenza.
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(ITALPRESS).









