A Washington i primi colloqui diretti Israele-Libano, Rubio frena su un’intesa immediata

Mandatory Credit: Photo by Will Oliver - Pool via CNP/Shutterstock (15840686d) United States Secretary of State Marco Rubio during a meeting with US President Donald Trump and the White House Task Force on the FIFA World Cup 2026 at the White House, Washington, DC, USA, 17. Trump FIFA Task Force Meeting in the Oval Office, Washington, District of Columbia, USA - 17 Nov 2025

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) –Siamo molto onorati di essere affiancati da due Paesi con cui gli Stati Uniti vogliono mantenere relazioni forti. Siamo ovviamente molto lieti di svolgere questo ruolo di facilitazione in quella che rappresenta un’opportunità storica. Comprendiamo che stiamo lavorando su decenni di storia e complessità che ci hanno condotto a questo momento unico”. Così il segretario di Stato Marco Rubio ha aperto al Dipartimento di Stato l’incontro tra Israele e Libano.

Rubio ha invitato a non ridurre il confronto alla sola questione del cessate il fuoco: “So che molti di voi pongono domande su una tregua, ma qui si tratta di molto più di questo. L’obiettivo è porre fine in modo permanente a decenni di influenza di Hezbollah e alla sua capacità di destabilizzare la regione. Il popolo libanese è vittima dell’aggressione iraniana e questo deve cessare”. Il capo della diplomazia americana ha quindi sottolineato la natura graduale del negoziato: “Sappiamo che questo sarà un processo. Tutte le complessità non saranno risolte nelle prossime ore, ma possiamo iniziare a costruire un quadro che consenta progressi concreti, positivi e duraturi. È un processo, non un evento. Richiederà tempo, ma crediamo che ne valga la pena”.

“L’obiettivo – ha aggiunto – è permettere al popolo israeliano di vivere senza la minaccia di attacchi missilistici e al popolo libanese non solo di vivere in pace, ma anche con sicurezza e prosperità. Oggi possiamo iniziare a definire le basi per una pace permanente e duratura”.

Dopo la foto di rito, i rappresentanti di Stati Uniti, Israele e Libano hanno quindi avviato le discussioni a porte chiuse. Al tavolo l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, e l’ambasciatrice libanese negli Stati Uniti, Nada Hamadeh Moawad, insieme ai mediatori americani. All’incontro hanno preso parte anche il consigliere del Dipartimento di Stato Michael Needham, l’ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite Mike Waltz e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Libano Michel Issa. Quelli di oggi rappresentano i primi colloqui diplomatici diretti tra Libano e Israele dal 1993, in un contesto segnato dalla prosecuzione dei violenti scontri tra Israele e Hezbollah. Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno causato almeno 2.089 morti, tra cui 252 donne, 166 bambini e 88 operatori sanitari, oltre a 6.762 feriti e circa un milione di sfollati.

Alla vigilia dei colloqui, le posizioni restano distanti. Il Libano, attraverso il presidente Joseph Aoun, ha chiesto una tregua come prerequisito per negoziare, mentre Israele ha escluso un cessate il fuoco, ribadendo per bocca del ministro degli Esteri Gideon Saar che il nodo centrale resta il disarmo di Hezbollah. Il movimento sciita, guidato da Naim Kassem, considera invece i colloqui una concessione a Israele in assenza di una fine delle ostilità e del ritiro delle truppe israeliane. Parallelamente, si registrano sviluppi anche sul fronte dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Dopo il fallimento dei colloqui di Islamabad dello scorso fine settimana, il presidente Donald Trump ha dichiarato che un secondo round potrebbe tenersi nei prossimi giorni, inizialmente ipotizzato in Europa ma successivamente indicato nuovamente nella capitale pakistana.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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