ROMA (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 95 anni, l’attore Mario Adorf, nato a Zurigo da madre tedesca e padre calabrese. Dopo alcune parti minori, il ruolo che lo fa emergere è quello del killer psicopatico nel film di Robert Siodmak, Ordine segreto del III Reich. Nel 1961 Adorf, oltre a debuttare nel cinema francese con La spia del secolo di Yves Ciampi, esordisce in una produzione italiana nel film A cavallo della tigre di Luigi Comencini, dove interpreta il violento Tagliabue.
In pochi anni Adorf si afferma come attore di stampo internazionale dalla vasta gamma espressiva e dal ricco repertorio, capace di spaziare da ruoli comici ad altri più impegnativi (mafiosi, membri dell’alta società e uomini al servizio della legge). In questo eclettismo una parte importante avrà il cinema italiano, che offrirà all’attore svizzero alcuni dei suoi ruoli migliori. Nel 1963 prende parte alla fortunata saga western di Old Shatterhand e Winnetou con il ruolo del cattivo, nel film La valle dei lunghi coltelli.
Lo stesso anno c’è l’incontro tra Adorf e il regista Antonio Pietrangeli, che lo sfrutterà per due dei suoi film più noti, La visita (1963) e Io la conoscevo bene (1965). Il 1965 è per l’attore uno degli anni più produttivi, dove prenderà parte, tra gli altri, ai film, Le soldatesse di Valerio Zurlini; Sierra Charriba di Sam Peckinpah; Dieci piccoli indiani di George Pollock e alla coproduzione internazionale La guerra segreta.
L’anno dopo è spalla di Nino Manfredi in Operazione San Gennaro di Dino Risi (dove interpreta il tonto tirapiedi Sciascillo), mentre nel 1967 è il falso spettro di Questi fantasmi di Renato Castellani. Nel biennio successivo interpreta due spaghetti western di un certo rilievo, …e per tetto un cielo di stelle e Gli specialisti. Nel 1969 è anche nel cast del film La tenda rossa, dove recita al fianco di Sean Connery e Claudia Cardinale.
Nel 1970 è chiamato da Dario Argento a recitare nel celebre thriller L’uccello dalle piume di cristallo. A partire dal 1972 Adorf diventa una icona del poliziesco all’italiana. In quell’anno, oltre a comparire nella miniserie TV Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini e nel fortunato Quando le donne persero la coda di Pasquale Festa Campanile, prende parte a La polizia ringrazia, storicamente considerato capostipite del filone poliziottesco, e ai due classici noir di Fernando Di Leo, Milano calibro 9 e La mala ordina, dove, con il ruolo di Luca Canali, Adorf ha la rara occasione di essere protagonista assoluto di una pellicola (doppiato da Stefano Satta Flores).
Negli anni a seguire non mancano nuove incursioni nel poliziottesco (La polizia chiede aiuto, Processo per direttissima) ma Adorf ottiene le maggiori soddisfazioni in un cinema d’autore di respiro internazionale, in film come L’arciere di fuoco di Giorgio Ferroni, Il viaggio a Vienna di Edgar Reitz (per cui l’attore vince un Ernst Lubitsch Award), Il delitto Matteotti di Florestano Vancini (dove interpreta Benito Mussolini), Il caso Katharina Blum di Volker Schlöndorff e Margarethe von Trotta, Cuore di cane di Alberto Lattuada, Io ho paura di Damiano Damiani, Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff, Fedora di Billy Wilder. Dagli anni ottanta l’attività di Adorf si concentra progressivamente sulla televisione, comparendo in sceneggiati italiani di grande successo, come La piovra 4, Marco Polo, Fantaghirò, Il ritorno del piccolo Lord e in numerosissime produzioni tedesche, spesso inedite in Italia.
-Foto IPA Agency-
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