Iran, Tajani “Intervenire nello stretto di Hormuz significa entrare in guerra”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Iran si preparava al conflitto ormai da anni, non volendo rinunciare al programma atomico, sapeva che si sarebbe esposto a un attacco. Nonostante le distruzioni inferte alle forze armate e la leadership decapitata, tuttavia l’Iran può ancora resistere, mettendo peraltro in difficoltà i Paesi musulmani sunniti. L’attuale conflitto può avere conseguenze negative, non secondarie, anche per gli Stati più poveri. L’auspicio è che si possa arrivare a un accordo. L’Italia è sempre stata fuori dal conflitto. Intervenire nello stretto di Hormuz significa entrare in guerra. Come europei abbiamo deciso di proteggere le rotte marittime nel Mar Rosso e continueremo a farlo, così come garantiremo la protezione di Cipro. Il nostro impegno è favorire la stabilità in Medio Oriente. In tal senso, intervenire nello stretto di Hormuz non è conveniente: significherebbe esporsi ai missili iraniani. Occorre lavorare in funzione dell’Italia e non anti Trump”. Lo ha dichiarato Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, intervistato dal Direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, in occasione del convegno “La guerra in Iran. Dall’energia alle reti, dalla mobilità alla logistica, scenari e risposte per trasformare la crisi in opportunità”, organizzato dal quotidiano Il Tempo, a Palazzo Wedekind a Roma.

Il Ministro Tajani, ha poi sottolineato che “il prezzo del gas viene deciso ad Amsterdam, pertanto, bisognerebbe fissare un tetto massimo per evitare ripercussioni economiche dannose. Il Governo sta valutando le misure necessarie per far fronte al caro energia, contrastare le speculazioni e impedire che le bollette per famiglie e imprese siano troppo elevate. Grazie alla presenza del Partito Popolare Europeo stiamo cercando di impedire che si possano fare altre sciocchezze in materia ambientale come avvenuto in passato con il Green Deal. È necessario adottare una politica ambientale che sia a dimensione di impresa e di persona. Siamo a favore della lotta al cambiamento climatico, ma con un approccio pragmatico”.

Inoltre, sul referendum ha affermato: “Mi auguro che ci sia tanta gente che vada a votare. A me sembra di sentire che la maggioranza sia per il sì. La riforma della giustizia promuove un sistema giudiziario europeo nella prospettiva di tutelare il cittadino, il quale deve riconoscersi nell’autorità indipendente della toga. Se il giudice è compagno di carriera o fa parte della stessa corrente del pubblico accusatore, si rischiano episodi di malagiustizia. Al contempo, occorre liberare i magistrati dalle pressioni delle correnti politiche: il sorteggio non è un insulto alla democrazia”.

Durante il convegno si è svolta la tavola rotonda “Le Sfide delle Aziende nel nuovo contesto energetico e geopolitico” a cui hanno preso parte: Fabio Bulgarelli, Responsabile Affari Regolatori Terna; Fabrizio Iaccarino, Responsabile Affari Istituzionali Italia Enel; Riccardo Toto, Direttore Generale Renexia; Massimiliano Garri, Presidente FS Energy e Chief TID FS Italiane.

-Foto ufficio stampa Italcommunications-
(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]