ROMA (ITALPRESS) – Oltre 180.000 sono stati i visitatori della mostra “Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione“ che si è chiusa l‘8 marzo a Palazzo Bonaparte, a Roma. Con il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, dell’Ambasciata della Repubblica Ceca e del Centro Ceco presso Ambasciata della Repubblica Ceca, la mostra è stata prodotta e organizzata da Arthemisia, in collaborazione con la Mucha Foundation e i Musei Reali di Torino e in partnership con Generali Valore Cultura.
La curatela è stata di Elizabeth Brooke e Annamaria Bava e la direzione scientifica di Francesca Villanti. Main partner della mostra è stata la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e con Poema.
“Non ci aspettavamo un numero così importante di visitatori – ha dichiarato Iole Siena, Presidente di Arthemisia – perché di solito le mostre di Mucha nel mondo, pur molto amate dal pubblico, si attestano intorno ai 100.000 visitatori. Abbiamo avuto infinite conferme, da chi ha visitato la mostra, che l’apprezzamento è stato per l’insieme della nostra proposta, le opere certamente ma anche l’allestimento, la cura dei dettagli, i tanti approfondimenti, la gentilezza dell’accoglienza. Le mostre non sono opere d’arte, sono delle narrazioni emotive intorno alle opere d’arte, è questa la chiave del successo ormai consolidato e universalmente riconosciuto delle nostre mostre”.
Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, main partner della mostra, ha commentato: “Il successo straordinario ottenuto dalla mostra sull’artista Alphonse Mucha conferma come la partnership tra la Fondazione Terzo Pilastro e Arthemisia negli spazi di Palazzo Bonaparte, di Generali Valore Cultura, rappresenti ormai un punto di riferimento assoluto nel panorama espositivo attuale. Con un’affluenza di pubblico che ha superato ogni aspettativa, la Fondazione ha centrato l’obiettivo, scommettendo sulla visione democratica di un artista che ha saputo fondere l’eccellenza estetica con un messaggio universale e accessibile. Questo traguardo, che onora la visione del mio predecessore Emmanuele F. M. Emanuele, non è però per noi un punto di arrivo, ma il preludio a una nuova, entusiasmante sfida condotta sempre assieme ad Arthemisia: il testimone passa ora al maestro della pittura giapponese Hokusai, grazie al quale la Fondazione continuerà a tracciare quel solco di bellezza e spiritualità che ha reso Mucha un’eccellenza, portando a Roma l’incanto del “mondo fluttuante” e confermando la propria missione di rendere l’arte un potente motore di rinnovamento sociale e culturale”.
Tornando alla mostra, essa ha rappresentato una delle più importanti retrospettive italiane dedicate ad Alphonse Mucha, artista ceco che ha rivoluzionato l’immaginario visivo della Belle Époque diventando il padre indiscusso dello stile Art Nouveau.
Il percorso espositivo, con oltre 150 opere, ha accompagnato i visitatori alla scoperta dell’universo visivo di Mucha attraverso manifesti iconici, pannelli decorativi, illustrazioni e materiali d’epoca che hanno raccontato la straordinaria capacità dell’artista di trasformare la figura femminile in un simbolo universale di grazia, eleganza e seduzione.
-Foto fornita da Fondazione Terzo Pilastro, credits Marco Nardo-
(ITALPRESS).









