“Il peso della terra”, il viaggio di Francesco Vecchi nel mondo delle materie prime

MILANO (ITALPRESS) – Un viaggio dentro un mondo che si basa sulla “materia”, il racconto delle ricchezze necessarie per le nostre economie e che definiscono anche i rapporti geopolitici. È “Il peso della terra. La lotta per le materie prime che sta minacciando l’Europa”, libro edito da Piemme e scritto dal giornalista e conduttore Francesco Vecchi. “Siamo in un momento nel quale siamo molto inconsapevoli di cosa conti davvero nella nostra economia, di quali siano le forze che contano anche nelle relazioni con gli altri Stati e con gli altri blocchi geopolitici. Noi viviamo in questa illusione di una realtà smaterializzata e pensiamo che il mondo sia diventato sempre più leggero. Invece è il contrario”, spiega Vecchi intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress.

“Ogni anno abbiamo sempre più bisogno di materie prime e oggi il vero collo di bottiglia è: chi ha il materiale per fare la transizione energetica, per fare l’intelligenza artificiale? Di certo non noi europei che siamo sempre più dipendenti dagli altri, come ad esempio dalla Cina. Ci siamo colpevolizzati per il colonialismo del passato, anche con corretti movimenti ideologici – prosegue -, ci siamo ritirati dall’Africa non assicurando agli africani il destino nelle loro mani e li abbiamo lasciati alla Russia o agli accordi con i cinesi”.

“Ci siamo ritirati da una terra ricca di risorse lasciandola in mani ben peggiori delle nostre. Può essere un caso che la prima guerra così vicina a noi sia per il territorio che è il più ricco di terre rare? Si tratta di un collo di bottiglia strettissimo per il quale è diventato ragionevole, non auspicabile, pensare di invadere la terra di qualcun altro”. Le terre rare, infatti, sono un gruppo di 17 elementi fondamentali per la produzione di nuove tecnologie e indispensabili per la transizione energetica. La Cina controlla la maggior parte della produzione mondiale con percentuali che arrivano fino al 90%. Da qui nascono anche tensioni geopolitiche come per la Groenlandia dove, sottolinea l’autore, “ci sono il 30% di terre rare di tutto il Pianeta. Capire cosa stia facendo Trump non significa giustificarlo, lui ha provato due volte a fare una guerra commerciale con la Cina” che però ha prontamente risposto con la minaccia di chiusura sulla vendita di terre rare, “da qui l’obiettivo di Trump di avere la Groenlandia”.

– Foto Italpress –
(ITALPRESS).

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