ROMA (ITALPRESS) – Nel corso della cerimonia conclusiva del Premio Film Impresa, svoltasi ieri al Cinema Quattro Fontane a Roma, l’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme ha ritirato il Premio Speciale UNI.verso PFI 2026, conferito da una giuria presieduta dall’attore e regista Sergio Castellitto e consegnato dalle mani del Direttore Generale di ICE, Lorenzo Galanti, per la realizzazione dello spot sulla sicurezza stradale “Quando sei alla guida tutto può aspettare”.
Lo spot Anas ha vinto, come si legge nelle motivazioni, per il suo “approccio innovativo che rinnova il linguaggio istituzionale e interpreta con sensibilità i codici contemporanei, coniugando innovazione e impatto civico in una campagna pubblica di autentica incisività”. “Per Anas la sicurezza stradale non è soltanto una priorità operativa, ma una missione sociale, un impegno quotidiano e strutturale – ha dichiarato Gemme -. Ogni giorno gestiamo 32.500 km di strade che connettono persone, territori ed economie; investiamo in manutenzione, tecnologie, monitoraggio e innovazione per rendere le strade più sicure”.
“Le infrastrutture, però, da sole, non bastano: serve una cultura della sicurezza condivisa con gli utenti e la costruzione di un senso di responsabilità individuale. La campagna realizzata attraverso lo spot ‘Quando sei alla guida tutto può aspettare’ che ha totalizzato oltre 7 milioni e mezzo di visualizzazioni su Instagram, nasce proprio da questa consapevolezza. Vogliamo contribuire a rafforzare una cultura della responsabilità, ricordando che ogni comportamento corretto alla guida è un investimento sulla vita.Lo sfidante obiettivo dell’azienda e previsto dalle Nazioni Unite di ridurre al 2030 del 50% le vittime di incidenti stradali passa anche attraverso la comunicazione d’impresa. Il Premio Film Impresa riconosce ad Anas questo valore come leva strategica: non solo promozione, ma strumento di responsabilità sociale. L’imprenditoria italiana dimostra, ancora una volta, di saper coniugare competitività, innovazione e attenzione al bene comune. Questo ci rende felici e orgogliosi”, conclude il numero uno di Anas.
-Foto ufficio stampa Anas-
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