ROMA (ITALPRESS) – La tappa di Melbourne apre ufficialmente un campionato di Formula 1 mai così pieno di incognite. Le monoposto, completamente rivoluzionate nelle power unit e nell’aerodinamica, hanno già assaggiato la pista in nove giornate di test tra Barcellona e Sakhir ma sveleranno probabilmente il loro effettivo potenziale solo nel fine settimana di gara australiano. Così come le vetture, anche gli pneumatici hanno subito dei cambiamenti. Le gomme hanno infatti un’impronta a terra e un diametro totale ridotti, pur mantenendo un cerchione di 18”. Le mescole da asciutto sono cinque, da C1 a C5, e rimangono due le opzioni da bagnato, Intermedie e Full Wet. Per la pista dell’Albert Park, Pirelli ha selezionato il tris più morbido della sua gamma (C3, C4 e C5), come già aveva fatto nei due anni precedenti. Il tracciato cittadino è lungo 5,278 km e si sviluppa attorno ad un lago, combinando dei rettilinei veloci a curve tecniche a bassa e media velocità.
La sua conformazione non sollecita in maniera elevata i pneumatici che degradano generalmente per l’usura più che per fattori termici. L’asfalto, composto anche da strade normalmente utilizzate per il traffico cittadino, è molto liscio. Lo scorso anno, nei giorni non interessati dalla pioggia, era comparso del graining seppur a livelli molto contenuti. Già dalle prove libere sarà interessante comprendere come le squadre abbiano pensato di approcciare il fine settimana, il primo evento in cui potranno esprimere appieno il potenziale delle vetture. Un’indicazione arriverà sicuramente dall’analisi di quanti performance run e long run verranno programmati già venerdì. Le prime sessioni di pista serviranno probabilmente anche per studiare come bilanciare al meglio le temperature sui due assi. L’energia trasmessa dalla power unit su quello posteriore accentuerà inevitabilmente un’asimmetria che potrebbe dover essere corretta, soprattutto in qualifica, con una differenziazione dei gradi delle termocoperte o con un giro di preparazione prima di quello lanciato.
Per provare a ipotizzare invece da quante soste saranno composte le strategie di gara, bisognerà ponderare almeno un paio di fattori tra le diverse variabili. Il primo riguarda i carichi sviluppati dalle singole vetture che potrebbero essere derimenti nell’utilizzo o meno della mescola morbida in stint di gara, un’opzione teoricamente sul tavolo in una pista gentile come quella di Melbourne. Il secondo riguarda invece la facilità di sorpasso. Come sappiamo le vetture sono più piccole delle precedenti ma l’Albert Park, nonostante alcune modifiche negli anni passati, rimane un tracciato dove non è semplice trovare il giusto tratto per tentare la manovra sull’avversario. La nuova overtake mode potrebbe in questo caso facilitare le cose. Un elemento mutevole nel weekend australiano potrebbe essere anche il meteo. La gara è all’inizio dell’autunno (una settimana prima dell’anno scorso), periodo in cui gli sbalzi di temperatura sono frequenti quanto le piogge. Le precipitazioni intermittenti hanno condizionato proprio la prova del 2025 vinta da Lando Norris su Intermedie.
– Foto ufficio stampa Pirelli –
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