Tra favoriti e possibili sorprese, Sanremo 2026 è imprevedibile

Sanremo, 76° Festival della canzone italiana. Conferenza Stampa Conduttori. Nella Foto Laura Pausini e Carlo Conti

Il fascino del Festival di Sanremo risiede proprio nella sua capacità di smentire, serata dopo serata, anche le previsioni più solide. Nonostante mesi di analisi e ascolti in anteprima, l’impatto del palco dell’Ariston rimane l’unico vero giudice supremo. Questa 76esima edizione, guidata da Carlo Conti, si presenta come un mosaico di generi talmente vasto che stabilire una gerarchia definitiva appare un’impresa quasi impossibile. L’incertezza regna sovrana e lo sanno bene gli appassionati di statistiche: dando uno sguardo alle quote Sanremo su Sisal, si nota come i margini tra i primi della classe, come Tommaso Paradiso e il duo Fedez-Masini, e gli inseguitori più immediati siano minimi. Questa estrema vicinanza nelle quote suggerisce che basterà un’esibizione vocale leggermente sottotono o un outfit particolarmente dirompente per rimescolare completamente le carte in tavola.

Il fattore “Sala Stampa” e il debutto dei Big

Nelle prime serate, il giudizio della Sala Stampa giocherà un ruolo cruciale. Spesso i giornalisti premiano brani con testi ricercati o sonorità originali, portando in alto nomi che il grande pubblico deve ancora imparare a conoscere. È il caso di Sayf, il cui brano “Tu mi piaci tanto” sta crescendo esponenzialmente nel gradimento dei critici, o di Maria Antonietta & Colombre, che con la loro proposta indie-pop potrebbero rappresentare la vera “mina vagante” del 2026. Questi artisti, partiti inizialmente in seconda fila nei pronostici generali, stanno già scalando la classifica di gradimento delle giurie di qualità e ribaltando gli iniziali pronostici.

La forza del Televoto e i fenomeni radiofonici

Dall’altro lato dello spettro troviamo gli “acchiappa-voti”, quegli artisti che vantano una fanbase sterminata pronta a sostenerli via smartphone. Nomi come Elettra Lamborghini, Samurai Jay o i giovanissimi LDA e Aka 7even partono con un vantaggio competitivo enorme nelle serate in cui il televoto ha un peso specifico maggiore. A questo si aggiunge la Giuria delle Radio, una novità consolidata che privilegia brani con un forte appeal commerciale e ritornelli che “entrano in testa” al primo ascolto. Brani come quelli di Fulminacci o Levante sono stati scritti proprio per dominare l’etere, rendendo la loro ascesa verso il podio molto probabile.

Un Festival senza padroni

La realtà è che Sanremo 2026 non ha ancora un padrone assoluto. Se Ermal Meta rappresenta la sicurezza e la tradizione di chi sa come si vince un Festival, la curiosità per l’inedita coppia formata da Fedez e Marco Masini rimane altissima, proprio per l’imprevedibilità della loro chimica sul palco. Inoltre, le Nuove Proposte guidate da Angelica Bove e Nicolò Filippucci potrebbero regalare colpi di scena degni della categoria principale. In un’edizione dove la parola d’ordine è “contaminazione”, la scommessa più sicura è che il pubblico resterà col fiato sospeso fino all’ultimo minuto della finale di sabato, quando il nome del vincitore verrà finalmente gridato al mondo.