Italia d’argento nello short track con la staffetta femminile 3000 metri. 14 medaglie e record per Fontana, superato Mangiarotti

MILANO (ITALPRESS) – Dopo aver mancato il podio nei 1.000 metri, chiudendo quarta per un contatto con la cinese Gong Li, Arianna Fontana riesce a fare la storia. L’azzurra conquista la 14a medaglia della sua carriera olimpica (tre d’oro, sei d’argento, cinque di bronzo), che le consente di superare Edoardo Mangiarotti e diventare l’olimpionica italiana più vincente di sempre nei Giochi estivi e invernali, nella staffetta femminile dello short track ed è un argento. L’Italia non arrivava a questa prova coi favori del pronostico vista la presenza dell’Olanda, guidata da Xandra Velzeboer, ma si metteva pian piano nelle condizioni di sognare. Sotto gli occhi del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, presente alle gare col presidente della Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò e il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, le azzurre disputano infatti una gara intelligente ed efficace. Quarte in avvio, con una partenza non delle migliori, Fontana e compagne scalano la classifica e si portano al secondo posto proprio dopo la caduta dell’Olanda. L’Italia sogna anche la vittoria, portandosi in testa per qualche giro, salvo poi perdere terreno nell’ultimo cambio.

Il rientro della Corea del Sud è fatale per l’Italia, seconda dietro alla selezione asiatica: tempo di 4.04.014 per la medaglia d’oro, azzurre d’argento (4.04.107) davanti al Canada. Arriva così la 14a medaglia della carriera olimpica di Arianna Fontana, festeggiata anche dalla Meloni che si è detta “emozionata” prima di ripartire per Roma, per il risultato delle ragazze dello short track. Ora l’azzurra avrà un’altra gara, i 1.500 metri, per agganciare il record assoluto di Marit Bjoergen: 15 medaglie nelle Olimpiadi invernali. “Anche se è la 14esima della mia carriera, è una medaglia davvero incredibile – ha detto Fontana -. Il pubblico è stato sempre fantastico, mi dispiace per l’ultimo cambio, ci credevo, non mi sono accorta della coreana che veniva da dietro, ma sono contenta. Non eravamo nella posizione migliore alla partenza ma abbiamo mantenuto la tranquillità, la calma, e ci portiamo a casa un argento che era un sogno per tutte quante”. Forte entusiasmo anche per Chiara Betti, Elisa Confortola e Arianna Sighel, le altre componenti della staffetta d’argento: “È stato veramente emozionante – spiega Confortola -. Il tifo è stato grandioso, c’era un sacco di rumore, quando eravamo in testa è esploso tutto. È un argento che vale oro per come siamo arrivate e per la staffetta che abbiamo fatto”.

Non può definirsi altrettanto soddisfatto Pietro Sighel, eliminato anzitempo nelle semifinali dei 500 metri. L’azzurro è stato tamponato da un rivale e, pur trovandosi in posizione di qualifica, inspiegabilmente non è stato avanzato nella finalissima. I giudici di gara si sono appellati alla “responsabilità condivisa” nella caduta e la FISG non ci sta, con una dura nota firmata dal presidente Andrea Gios. “Abbiamo assistito a decisioni incoerenti e contraddittorie da parte dello stesso giudice nel trattamento riservato a Pietro Sighel nel corso di questa Olimpiade – si legge -. La nostra opinione è stata confermata ed è condivisa anche da tecnici e dirigenti di altre nazioni presenti ai Giochi, che hanno espresso perplessità analoghe rispetto a quanto visto sul ghiaccio. Questo rende il quadro ancora più grave e preoccupante”.

“Pietro – prosegue Gios – ha dimostrato sul ghiaccio il suo valore e siamo orgogliosi di lui. Speriamo e crediamo che Pietro, insieme ai suoi compagni di squadra, saprà reagire con determinazione e portare a casa una medaglia che meriterebbe pienamente, per sé e per tutto il movimento italiano dello short track. La Federazione continuerà a tutelare con determinazione i propri atleti in ogni sede opportuna”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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