Sabrina Ferilli torna attrice in “Gloria – Il Ritorno”: “Amo i personaggi fragili e imperfetti come lei”

ROMA (ITALPRESS) – Sabrina Ferilli torna a vestire i panni (stravaganti) di un’attrice sul viale del tramonto in “Gloria – Il ritorno”, secondo (e ultimo) capitolo delle vicissitudini di Gloria Grandi. Nella prima parte della storia abbiamo lasciato Gloria in carcere dove è finita dopo avere mentito sulle proprie condizioni di salute pur di tornare sotto i riflettori.

In attesa di giudizio, è costretta a fare i conti con le conseguenze che le sue azioni hanno avuto su di lei e sulla sua famiglia. Come se non bastasse, qualcuno sta anche per pubblicare una sua biografia, rigorosamente non autorizzata, sulla sua vita e sulle sue origini popolari.

“Gloria è uno dei personaggi più moderni che io abbia mai interpretato perché conosce la difficoltà di stare dietro a tante cose – osserva la Ferilli – Pur lavorando, facendo il mestiere di attrice che la espone più di altri, deve stare anche dietro a una serie di ruoli che la società le mette a disposizione: è moglie, madre, amica e sorella, tutti ruoli difficili da rispettare in questo tempo per come uno vorrebbe“.

La Ferilli non nasconde l’entusiasmo per il personaggio di Gloria: “Lei non è un’eroina, è una donna presa a schiaffi da destra e da sinistra e fa parte dell’ultima mia fase artistica. Mi sono un po’ stancata di personaggi ‘santini’, molto corretti, regolari; mi interessano di più questi personaggi fragili che sbagliano”.

Ancora: “Gloria è una simpatica canaglia, caratteristica fino a qualche tempo fa riservata ai personaggi maschili. Ora, finalmente, c’è anche una donna”. In cui, assicura, c’è tanto di lei: “Il modello di Gloria sono io!” esclama, ridendo. Poi racconta di sé: “Ho 61 anni, dopo 34 anni di mestiere, la carretta l’ho tirata dove volevo tirarla e siamo arrivati fino a qua, ne sono fiera. Ora ho da ragionare bene sul tempo che ho, sui personaggi che mi piacciono, sulla qualità di ciò che mi viene chiesto, ogni età ha una considerazione. Prima spingevo a 360 gradi, trascurando certi ragionamenti, adesso cerco di fare quello che mi piace o che porta a qualcosa”.

In tutti questi anni, però, non è cambiata molto: “Le mie interviste di 35 anni fa sembrano fatte ieri, me lo dicono anche a casa. Diciamo che non ho l’attitudine a generare novità”. Né, afferma, ha mai avuto paura come Gloria di uscire improvvisamente di scena: “Mai avuta anche se posso pensare che succeda. Ma, essendo arrivata a questa età, tra poco uscirò anche per scelta”.

Del resto, “con la fama non ho un rapporto particolare, sono sempre riuscita a tenere da parte la vita privata”; anche sui social: “ho un ragazzo che li gestisce, io faccio solo delle fotografie e ci mettiamo d’accordo quando dobbiamo fare promozione. Lì dentro c’è un ambientino abbastanza caldo ma io ho imparato a bloccare i commenti negativi, è l’unica cosa che so fare”.

E, in ogni caso, “quello che succede in Italia non è niente rispetto agli Stati Uniti. Basta citare le pagine social del presidente, i twitter contro Obama e la moglie. I social sono quella roba lì. Io non mi faccio condizionare. Altra cosa sono i reati come il revenge porn (quello che subisce la protagonista della fiction di Canale 5 ‘A testa alta’, interpretata da lei, ndr) ma per quello ci sono i tribunali. Bisogna fare attenzione a non fare di tutta l’erba un fascio”.

Nell’incontro c’è spazio per altre considerazioni: sul Festival di Sanremo:È uno spettacolo straordinario. Purtroppo la prima volta che ci sono stata non me la sono goduta per la storia del quadro (aveva tolto dalla stanza la raffigurazione di un Pierrot che piangeva senza sapere che era opera di Romano Mussolini e il suo fu considerato un gesto politico, ndr). Però amo la televisione e le reti generaliste perché sono un termometro del Paese, nel bene e nel male”.

Quello che vede oggi in tv le fa dire che il nostro attualmente è “un Paese che cambia e si modifica come sempre. Tanta roba è orrenda ma, se vedi quello che scrivevano anni fa Pasolini o Flaiano, sembra che quelle stesse cose le vivessero anche loro. Forse è una costante di chi ha superato una certa età faticare a superare certe cose mentre i giovani trovano più facilmente il bello e il sano. Penso che il contemporaneo vada sempre visto dopo tanti anni, quando diventa storia”.

Poi c’è il teatro: “Il primo passaggio importante dalla figurazione speciale a protagonista l’ho fatta al Teatro Sistina con Garinei e Giovannini con ‘Un paio d’ali”, ‘Alleluja brava gente’ e ‘Rugantino’. Dopo sono arrivati il cinema e la tv e ci sono stata benissimo. Offerte in seguito ne ho avute ma mi offrono spettacoli in cui in scena sto da sola o con un paio di colleghi. Venendo dalla commedia musicale e dal Sistina, dove in scena eravamo 30-40 persone, ho paura che, dopo tre-quattro mesi, mi romperei le scatole”.

Infine, le donne, da una battuta di Gloria sul “Me too” italiano durato troppo poco: “Le donne pagano sempre più, è una questione culturale e, purtroppo, endemica: viene dalla famiglia, dal circondario, dalle scuole dove oggi i maestri e i professori non hanno più la possibilità di intervenire. Una certa forma di razzismo, offesa e umiliazione verso la donna è talmente costante che non viene nemmeno denunciata. Se leggi sui social i commenti anonimi sono quasi tutti sessisti e contro le donne”.

In chiusura, un’ultima considerazione sulla sua carriera: “Ho detto tanti no ma non mi sono mai pentita. Non sono una che si gira indietro, la vita è troppo breve per farlo”. “Gloria – Il ritorno” è una produzione Eagle Pictures in collaborazione con Rai Fiction. Scritta da Roberto Proia, Cristiana Farina, Fausto Brizzi (già regista della prima stagione) e Laura Muscardin, è diretta da Giulio Manfredonia.

-Foto ufficio stampa Rai-
(ITALPRESS).

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