MILANO (ITALPRESS) – Sono pochissimi a poter dire di aver ottenuto una medaglia d’oro alle Olimpiadi. Sono ancora meno quelli che possono dire di averne conquistate due nella stessa edizione dei Giochi. E sono solo sei, da oggi, le atlete che hanno effettuato la doppia 3.000-5.000 nella stessa edizione delle Olimpiadi. Francesca Lollobrigida entra ufficialmente in questo ristretto ed elitario gruppo di leggende del pattinaggio di velocità con un’altra prestazione strepitosa, che le consente di bissare la vittoria nei 3.000. Rho Fiera si tinge ancora di tricolore dopo una gara entusiasmante e ricca di tensione, vinta per soli dieci centesimi con una grande gara tattica e il consueto rush finale straripante. L’impresa era ardua perché, per sconfiggere l’olandese Conijn e la norvegese Wiklund servivano il record italiano e il primato personale, il tutto di fronte all’icona Sablikova. Una situazione difficile da cui Francesca Lollobrigida, atleta dall’enorme forza mentale, è uscita con grinta e personalità.
Subito rampante dal via, Lollobrigida ha aggredito la gara e ha messo in crisi la rivale, per poi gestire le forze nella parte centrale. Nel mentre, il vantaggio saliva: un secondo, un secondo e mezzo, quasi due. Solo nel finale, dove Conijn aveva fatto la differenza, è arrivato il momento-thrilling del giorno. A un giro dal termine, Lollobrigida sembrava destinata al calo e all’argento, invece ecco rispuntare la tigre: oro col tempo di 6.46.17, dieci centesimi su Conijn (argento) e diciassette sulla norvegese Wiklund (bronzo). Il doppio oro di Francesca Lollobrigida porta l’Italia a quota sei, le medaglie crescono vertiginosamente anche grazie allo slittino e il record di Lillehammer (20) sembra raggiungibile. L’azzurra ha commentato così la sua vittoria, in mixed zone: “Dopo il primo oro ho faticato a dormire, stavo sulle nuvole. I 3.000 erano la mia gara preferita, nei 5.000 avevo vinto i Mondiali e volevo riconfermarmi all’Olimpiade. Posso dire di esserci riuscita, questa è stata una gara studiata perché essendo nell’ultima batteria conosci tutti i tempi e trarre dei vantaggi. Dovevo fare il mio record personale e il record italiano, ma ho saputo scaricare la tensione e l’ho fatto salutando mia sorella Martina. È stato un bel momento. In gara vedevo tutti quei settori verdi e, sapendo che l’olandese aveva fatto gli ultimi giri velocissimi, dovevo dare tutto. Al traguardo ero morta, ci ho messo un po’ a riprendermi. Sono veramente felice, l’oro della Brignone mi ha dato ulteriore carica e mi ha dimostrato che nulla è impossibile”.
Questa volta non c’è stata la corsa in tribuna per abbracciare il figlio Tommaso, assente a Rho Fiera: “L’altro giorno per lui e per me è stata durissima: tante ore di viaggio, tante ore qui e poi ci siamo visti per dieci minuti durante le interviste. Ho preferito preservargli un’ulteriore fatica e fargli vivere una giornata normale, aveva la festa di Carnevale all’asilo. Subito dopo la gara ho chiamato lui e mia madre, è stato molto toccante”. La chiusura è sull’Olimpiade azzurra e sul futuro: “Il pattinaggio italiano sta andando così bene perché ci siamo connessi subito col ghiaccio e poi, non essendo sotto i riflettori e non avendo tante gare in casa, questi Giochi ci danno una carica enorme. Col tifo, l’italiano dà qualcosa in più, e io stessa mi sono connessa col pubblico oggi. Spero di aver caricato Ghiotto per i 10.000, per la mass start puntiamo a fare del nostro meglio. Sarà una gara tattica, ma prima ci sono i 1.500”. Col sogno di centrare un clamoroso poker, dopo aver demolito il
record di medaglie azzurre nel pattinaggio di velocità ai Giochi: sono quattro, infatti, i podi in carriera per Lollobrigida.
-Foto IPA Agency-
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