Israele, Herzog “Da colloqui Trump-Netanyahu un aiuto per combattere l’impero del male iraniano”

TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Il presidente israeliano Isaac Herzog spera che i colloqui tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Washington previsti oggi aiutino a combattere l’“impero del male” iraniano. Parlando insieme al primo ministro australiano Anthony Albanese a Canberra, Herzog augura loro “successo nel portare la pace” e afferma che “la prossima fase a Gaza è importante per tutti noi”. “Spero che porti un futuro migliore per tutti noi”, conclude.

DAI MEDIA ISRAELIANI NUOVE RIVELAZIONI SUL 7 OTTOBRE

Nuovi reportage delle emittenti israeliane Channel 12 e Channel 13 rivelano presunti dettagli inediti sulle valutazioni di sicurezza e intelligence nelle settimane che hanno preceduto l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, mettendo in luce possibili contraddizioni tra le versioni ufficiali e i verbali delle riunioni interne. Secondo i documenti trasmessi, in una riunione del 27 settembre 2023 – circa dieci giorni prima dell’attacco terroristico costato la vita a oltre 1.200 persone – con i vertici della sicurezza, il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe sottolineato l’importanza di mantenere la calma durante il periodo delle festività ebraiche – al termine delle quali si è poi verificata l’invasione su larga scala da parte di Hamas. Stando a Channel 13, Netanyahu avrebbe dichiarato che Israele stava lavorando per “limitare e ridurre l’escalation, impiegando una forza limitata e controllata”.

In riferimento alle rivolte guidate da Hamas vicino al confine con Gaza, il premier avrebbe inoltre suggerito di ampliare le misure umanitarie, in particolare aumentando il numero di lavoratori palestinesi autorizzati a entrare in Israele, come strumento complementare alle azioni offensive. Queste affermazioni sembrano contrastare con quanto sostenuto dallo stesso Netanyahu in un documento inviato al Controllore di Stato, in cui il premier ha pubblicato estratti selezionati di verbali riservati per dimostrare di aver sollecitato una linea più dura contro Hamas, ostacolata – a suo dire – dai vertici della sicurezza. Parallelamente, l’emittente Channel 13 ha diffuso parte delle risposte attribuite all’ex capo dello Shin Bet, Ronen Bar, nell’ambito dell’indagine del Controllore di Stato (successivamente sospesa dall’Alta Corte di Giustizia). Bar, rimosso dall’incarico per il fallimento nel prevenire l’attacco, avrebbe dichiarato che nelle prime ore del 7 ottobre, prima dell’inizio dell’assalto alle 6:29 del mattino, lo Shin Bet aveva emesso un’allerta riguardante movimenti sospetti di Hamas nella Striscia di Gaza.

Secondo la ricostruzione, Bar si sarebbe recato d’urgenza al quartier generale dell’agenzia e alle 5:15 avrebbe ordinato esplicitamente di svegliare Netanyahu e aggiornarlo sulla situazione, reiterando l’ordine alle 6:00. Netanyahu ha però sempre sostenuto di non essere stato svegliato prima dell’inizio dell’attacco. Di recente ha accusato Bar di essersi comportato come un “primo ministro de facto”, di aver guidato una “ribellione” contro di lui e di aver condotto una “campagna di copertura” manipolando l’inchiesta interna dell’agenzia sugli eventi del 7 ottobre. Secondo Channel 13, un alto funzionario della difesa avrebbe affermato che Netanyahu starebbe “dichiarando caccia aperta a Bar per vendicarsi dell’indagine sul Qatargate”, suggerendo che lo scontro tra il premier e l’ex capo dello Shin Bet abbia anche una dimensione politica legata ad altre inchieste sensibili. Le nuove rivelazioni alimentano così il dibattito interno sulle responsabilità politiche e operative legate all’attacco del 7 ottobre, in un contesto ancora segnato da forti tensioni tra il governo e gli apparati di sicurezza.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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