Interventi urgenti per le coste sarde dopo il ciclone Harry, vertice per la tutela ambientale

CAGLIARI (ITALPRESS) – Per cercare di definire una strategia comune, proseguono gli incontri tecnici per la valutazione dello stato ambientale delle coste sarde dopo il passaggio del ciclone Harry. Nell’ultima riunione, convocata dalla Direzione generale dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente e presieduta dall’assessora Rosanna Laconi, hanno partecipato i sindaci dei Comuni costieri interessati, ANCI Sardegna, Protezione Civile regionale, Assessorato degli Enti Locali e Enti di ricerca che collaborano con la Regione in ambito marino-costiero, tra cui CNR-IAS e IMC – International Marine Center. La riunione si inserisce nel percorso avviato con il primo incontro tecnico del 28 gennaio scorso e ha rappresentato un momento di aggiornamento e consolidamento del lavoro in corso, consentendo di condividere un quadro aggiornato degli impatti ambientali, approfondire le evidenze scientifiche disponibili e affinare le modalità operative per la gestione dell’emergenza e delle fasi successive. L’assessora Laconi ha ribadito la linea di indirizzo della Regione, affermando che è essenziale adottare un approccio unitario e fondato sull’evidenza scientifica, perché gli effetti del ciclone Harry richiedono interventi tempestivi ed efficaci, ma anche coerenti e sostenibili nel tempo. “Governare l’emergenza significa agire con decisione, senza perdere di vista una strategia di medio-lungo periodo capace di rafforzare la resilienza dei territori di fronte ai cambiamenti climatici”.

Sul piano operativo, il direttore generale dell’Assessorato, Matteo Muntoni, ha richiamato il ruolo centrale dei sindaci nel sistema di Protezione Civile, sottolineando la necessità di un coordinamento costante tra Regione, Enti locali, ANCI e comunità scientifica. In questo quadro, è stato confermato che il tavolo di lavoro proseguirà nelle prossime settimane, anche in vista della definizione di un Piano di gestione della Posidonia oceanica, riconosciuta come risorsa ambientale. Gli esperti hanno ribadito il ruolo fondamentale della posidonia oceanica nella protezione dei litorali, raccomandando di evitarne la rimozione nei periodi di massima attività meteomarina. Le eventuali rimozioni, secondo le direttive regionali, dovranno essere valutate caso per caso e risultano ammissibili prevalentemente nel periodo primaverile. Il confronto con i sindaci ha consentito di far emergere in modo puntuale le principali criticità territoriali, dalla gestione della posidonia spiaggiata in vista della stagione turistica ai danni subiti da porti, infrastrutture costiere e viabilità. È stata quindi condivisa la necessità di disporre di schede omogenee per la ricognizione dei danni e di indicazioni procedurali chiare, al fine di evitare interventi non autorizzati o non coerenti con le linee guida regionali. È stato inoltre ricordato che i danni alle attività agricole seguiranno una procedura distinta attraverso la piattaforma LAORE.

Parallelamente, è stato illustrato il quadro delle risorse disponibili. L’assessora Laconi ha ricordato lo stanziamento regionale di 5 milioni di euro, cui si aggiungono ulteriori 5 milioni previsti in finanziaria, oltre alle risorse attivabili attraverso il Fondo di solidarietà dell’Unione europea. Inoltre la Protezione Civile ha chiarito che a seguito della dichiarazione di emergenza nazionale, sono disponibili circa 33 milioni di euro per interventi di somma urgenza.

– foto ufficio stampa Regione Sardegna –

(ITALPRESS).

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