Inaugurato a Torino l’anno giudiziario alla presenza del ministro Bernini

TORINO (ITALPRESS) – “Credo nell’inaugurazione degli anni giudiziari e voglio portare la mia presenza, il mio supporto e la mia vicinanza, perché il rapporto con la magistratura non è di conflitto, ma è di collaborazione e sostegno reciproco”. Sono state queste le parole di Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della Ricerca, al suo arrivo al Palagiustizia di Torino per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Un appuntamento che è servito a fare il punto sulla situazione degli uffici giudiziari, alla luce delle croniche carenze di organico di cui soffrono. È uno dei temi sollevati nel suo intervento dalla procuratrice generale di Torino, Lucia Musti: “Non posso non evidenziare che permangono in tutti gli uffici requirenti gravi – se non gravissime – carenze. Ogni giorno i procuratori della Repubblica, ma anche i presidenti dei Tribunali, gestiscono plurime criticità, nella consapevolezza di dover garantire un servizio. Una volta per tutte, i cittadini dovrebbero conoscere le reali condizioni in cui si trovano gli uffici giudiziari e che la giustizia non funzionerà meglio quando pubblici ministeri e giudici avranno carriere separate, come d’altra parte riconosciuto dal ministro Nordio e dalla senatrice Buongiorno – ha detto – Parimenti la riforma della Corte dei conti ha come obiettivo l’attuazione dell’ammorbidimento del sistema dei controlli sulla pubblica amministrazione ed alimenta la percezione di impunità”.

A preoccupare sono le carenze del personale amministrativo. A fronte delle 655 unità previste dalla pianta organica per le undici procure del distretto e procura generale si registrano 415 presenze, quindi una copertura del 63,4% (come media tra 12 uffici giudiziari) e una scopertura del 36,6%. “Inoltre, questa procura generale è priva del funzionario statistico, figura di ausilio fondamentale nella direzione di vertice – ha detto Musti – Mancano le figure fondamentali dei direttori, funzionari, cancellieri, assistenti e operatori. Quanto ai dirigenti, figura apicale nella gestione del personale, sono solo due, con una scopertura pari al 75%”. Quanto alle presenze dei magistrati, a fronte di una pianta organica complessiva (giudici e pubblici ministeri) pari a 618, sono presenti 533 magistrati, con una scopertura pari al 13,75%. Un altro punto affrontato dalla procuratrice Musti è quello della presenza delle mafie nel territorio piemontese. “Il Piemonte e la Valle d’Aosta si confermano terre di mafia nel senso dell’accoglienza delle mafie “esterne” (per lo più ‘ndrangheta) e della successiva “gemmazione” di mafie autoctone, che ha visto nel nostro territorio terra di occupazione e di conquista – ha detto – Non è più il tempo delle semplificazioni quali “gli ‘ndranghetisti soffocano gli imprenditori con le richieste del pizzo”; invero, sempre più sono gli imprenditori che si rivolgono alle organizzazioni di ‘ndrangheta per appaltare segmenti dei loro cicli produttivi, ad esempio logistica, sicurezza, smaltimento rifiuti, recupero crediti a costi dimezzati e quindi con rilevanti guadagni”.

Musti ha poi parlato delle violenze durante le manifestazioni di piazza. “Non posso non rilevare che la ripetitività di tali azioni, l’ampliamento e la scelta di molteplici e diversi obiettivi (blocchiamo tutto), come rappresentazione della volontà di colpire con forme violente, la presenza costante di taluni personaggi ripetutamente denunciati e processati, siano in realtà il segnale che manifestare per diritti propri o altrui sia lo specchietto per le allodole per nascondere una finalità diversa, che è proprio quella della turbativa dell’ordine pubblico e dell’intento dell’utilizzo delle piazze quale strumento di lotta, al di fuori del contesto democratico e in violazione delle legalità”. Altra questione sul tavolo è quella del sovraffollamento carcerario. “A fronte di una popolazione carceraria pari a 4424 si registra la media del 112%, partendo dal meno affollato, la Casa di reclusione di Alessandria, al più affollato che è Vercelli – ha detto Musti – Peraltro, l’istituto penitenziario Lorusso e Cotugno vede una presenza di 1468 detenuti su 1094 posti, con una percentuale di sovraffollamento pari al 135%”.

– foto xn3/Italpress –

(ITALPRESS).

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