Guerriglia urbana al corteo per Askatasuna a Torino, 11 agenti feriti e 10 arresti. Poliziotto aggredito a calci e pugni / Foto e Video

TORINO (ITALPRESS) – Undici agenti feriti e una decina di persone arrestate. È il primo dato parziale sulla guerriglia urbana che oggi si è scatenata a Torino, durante la manifestazione organizzata contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Secondo quanto riferisce il Coisp, “un poliziotto ha subito un vero e proprio tentativo di linciaggio: è stato accerchiato, colpito a bastonate e a martellate, buttato a terra e stavano tentando di finirlo in mezzo alla strada”. Gli scontri erano iniziati nel tardo pomeriggio e sono durati circa due ore fra lanci di pietre e bombe carta in corso Regina Margherita, a pochi passi dal centro sociale sgomberato, a cui le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti. A fine giornata, i danni più pesanti sono visibili proprio in corso Regina: cassonetti rovesciati e dati alle fiamme, qualche vetrina di negozio danneggiata, monopattini e sedie distrutti dopo il lancio da parte dei manifestanti e cocci di vetro sparsi in terra. Tornata la calma, sono intervenute anche alcune squadre dei vigili del fuoco.

La Centrale Operativa in occasione della manifestazione di oggi ha rafforzato il presidio delle aree interessate dalla manifestazione chiedendo la massima disponibilità di mezzi alle associazioni convenzionate con equipaggi aggiuntivi in caso di necessità. Un infermiere della Centrale è inoltre in servizio in questura per un maggiore raccordo tra la centrale operativa e gli altri enti. È questo l’esito parziale del corteo che, nella prima parte del pomeriggio, aveva raccolto in strada 50 mila persone secondo gli organizzatori, 20 mila secondo la Questura, che hanno attraversato una parte del centro. A rispondere all’appello degli organizzatori sono state migliaia di antagonisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

TROUPE TV AGGREDITA, CONDANNA DELLA RAI

La troupe Rai di Far West vittima di una violenta aggressione. Bianca Leonardi e dal suo operatore sono stati accerchiati e aggrediti da manifestanti incappucciati, minacciati e costretti ad allontanarsi sotto il lancio di sassi. È stata inoltre danneggiata la loro attrezzatura tecnica. “Un’azione deliberata e mirata contro chi fa informazione. È inaccettabile che si pretenda di imporre il silenzio con la violenza, trasformando le piazze in zone interdette al racconto dei fatti”. Lo dice in una nota Unirai Figec, che ribadisce che nessun giornalista deve essere lasciato solo e chiede alle istituzioni competenti che episodi di questo tipo non restino impuniti. Il sindacato Unirai Figec esprime piena solidarietà ai colleghi aggrediti e afferma con forza che l’informazione non si piega alle minacce, né alle aggressioni.

La Rai condanna con la massima fermezza la gravissima aggressione subita oggi a Torino dalla giornalista Bianca Leonardi e dal suo filmmaker, appartenenti all troupe del programma “Far West”, da parte di gruppi antagonisti, incappucciati, nel corso del corteo per la riapertura di Askatasuna. I giornalisti sono stati presi di mira, aggrediti fisicamente, minacciati e costretti ad allontanarsi con la forza, mentre venivano lanciati sassi e distrutta l’attrezzatura di lavoro. Un’azione violenta e organizzata, messa in atto con l’unico obiettivo di impedire alla Rai di documentare e raccontare quanto stava accadendo. L’aggressione assume un significato ancora più grave alla luce del fatto che “Far West” ha realizzato un’inchiesta su Askatasuna che ha contribuito a far emergere criticità e responsabilità poi al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale. Colpire i giornalisti Rai in questo contesto significa tentare di intimidire il servizio pubblico e di punire chi fa informazione. La Rai esprime piena solidarietà ai colleghi aggrediti e ribadisce che non accetterà intimidazioni né zone franche imposte con la violenza. Attaccare i giornalisti significa attaccare il diritto dei cittadini a essere informati.

LE REAZIONI DELLA POLITICA

LE PAROLE DI MELONI “LO STATO NON ARRETRA”

“Esprimo una ferma e inequivocabile condanna per i gravi disordini verificatisi, causati da frange violente organizzate e a volto coperto infiltrate nella manifestazione, che si sono staccate dal corteo dando luogo ad azioni di violenza e devastazione. Si tratta di comportamenti criminali che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone e provocato gravissimi danni alla città. A nome dell’amministrazione comunale e dell’intera città di Torino esprimo piena e totale solidarietà alle forze dell’ordine, che hanno dimostrato grande professionalità e senso di responsabilità nel contenere i disordini e tutelare i cittadini”. Sono queste le prime parole del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. “Torino non merita quanto accaduto. Confidiamo che i responsabili vengano rapidamente identificati e assicurati alla giustizia, affinché rispondano pienamente delle loro azioni criminali. La Città di Torino si costituirà parte civile in tutti i procedimenti giudiziari a tutela della comunità, del patrimonio pubblico e dell’interesse collettivo”. “Quanto accaduto dimostra in modo inequivocabile che il tema della violenza organizzata e dell’antagonismo non può essere ridotto all’occupazione di uno specifico immobile – ha aggiunto Lo Russo – Le scene raccapriccianti viste oggi confermano che si tratta di una scelta deliberata e criminale di scontro e devastazione, che prescinde da qualsiasi decisione amministrativa e che va contrastata con determinazione sul piano dell’ordine pubblico e della legalità”.

“Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili. Anche in questa occasione, ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti. Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno ‘compresi’ ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta”. Lo ha detto il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

“Delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c’è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge. Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine, avanti tutta con arresti, sgomberi e nuovo pacchetto sicurezza”. Così Matteo Salvini commentando gli scontri di Torino.

“Torna la violenza degli anarchici di Askatasuna contro le forze dell’ordine. A Torino devastano il centro della città come hanno sempre fatto. Ecco perché servono le nuove norme sulla sicurezza che il governo sta preparando. Sono solidale con poliziotti, carabinieri e finanzieri che garantiscono l’ordine pubblico nel nostro Paese”. Lo scrive sul suo profilo X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

“Questi non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall’odio. Se avessero altre armi le userebbero. E allora vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante”. Lo dice il ministro della Difesa, Guido Crosetto sui social.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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