CATANIA (ITALPRESS) – Il movimento culturale che ha rivoluzionato l’arte, la musica e la moda dell’intero pianeta sbarca a Catania con l’allestimento della mostra “New York anni Ottanta”, che comprende centoquaranta opere, realizzate da quarantuno artisti di fama mondiale. E’ una finestra europea importante quella che si apre per la prima volta al Palazzo della Cultura di via Vittorio Emanuele II, nella quale non solo i catanesi, ma tutti i siciliani, potranno ammirare e confrontarsi a partire da domani e sino al prossimo 12 luglio con queste opere uniche nel loro genere. Ne sono sagaci curatori Giuseppe Stagnitta e Marco Kayone Mantovani, che hanno realizzato con particolare cura una felice intuizione di Pietro Folena, presidente di Metamorfosi Eventi, mecenate della kermesse culturale.
“New York 80 – ha detto il sindaco Enrico Trantino – rappresenta un viaggio affascinante attraverso uno dei decenni più significativi della storia della cultura e dell’arte contemporanea. Un periodo in cui la città della Grande Mela, simbolo del modernismo e della sperimentazione, ha vissuto una profonda trasformazione che l’ha consacrata come una delle metropoli culturalmente più influenti nel mondo”.
Quindi il primo cittadino ha riannodato le fila dei ricordi, quando suo padre e sua madre (era il 1956), lasciarono l’Italia per emigrare negli Stati Uniti con le rispettive famiglie, quindi ha illustrato le ragioni del cuore con un parallelismo fra la Città che non dorme mai e la Città del Vulcano, che in quanto tale è effervescente: “Catania – ha aggiunto Enrico Trantino – è una città viva, in continua evoluzione, una città dinamica capace di guardare al futuro con consapevolezza e responsabilità ed è anche per questo motivo che si è candidata a Capitale della Cultura. Accogliere una mostra di questo livello significa rafforzare il dialogo culturale e riaffermare l’importanza dell’arte come spazio di confronto, riflessione e crescita collettiva”.
“New York anni Ottanta – ha sottolineato dal canto suo il presidente di Metamorfosi, Pietro Folena – è una produzione originale, che per la prima volta vede la luce in anteprima nazionale, al Palazzo della Cultura di Catania, grazie al rigore e alla passione profusi da Giuseppe Stagnitta e Marco Kayone Mantovani e costituisce il proseguimento naturale della collaborazione feconda tra Emergenze Festival, che ha ideato il progetto e Metamorfosi Eventi, che ha partecipato alla attivamente alla produzione”.
Ma cos’è nel dettaglio New York anni Ottanta? Si racconta di un viaggio nel tempo. Si racconta lo straordinario clima culturale che si respirava nella Grande Mela agli inizi degli anni Ottanta del secolo scorso. Gli Usa e New York in particolare sono antesignani della ribellione degli anni Sessanta e della tragedia del Vietnam. E’ il momento nel quale gli Usa si ripiegano su se stessi per dare il via alla stagione del liberismo sfrenato sulla base delle linee guida della Chicago School ed Ecomics, ispirata da Milton Friedman e da George Stiegler, liberismo sfrenato che sfocia con la tragedia del Vietnam e prosegue con il cosiddetto fenomeno battezzato Reaganomics, quando il presidente degli Stati Uniti in carica all’epoca era il delfino dello scudo spaziale e della corsa al riarmo atomico. In questo contesto la musica esce dalla sale e dai teatri per diventare “di strada”. L’arte, segnata dalla rivoluzione pop, esce dalle gallerie e prende le distanze dal mercato. Nel nuovo panorama culturale che si adombra si impongono artisti del calibro di Andy Warhol, Keith Haring, Jean Michel Basquiat, Julian Schnabel, Robert Indiana, Joseph Beuys, Robert Morris Sol LeWitt, Arman, Maurizio Clemente, A-One, Coco 144 e Kool Koor, che assurgono al ruolo di massimi esponenti del movimento.
Le loro opere sono lì, non aspettano altro che essere comprese. “E’ una mostra che ci rappresenta tutti quanti, più di quanto ciascuno di noi possa immaginare – ha spiegato Giuseppe Stagnitta -, che ha cambiato radicalmente i costumi del mondo occidentale ed è per questo importante e significativa, per cui per noi era estremamente importante raccontare questo fenomeno. Ci sono foto, video, installazioni, che portano il vissuto di quel momento storico”. “Il pensiero unico liberista – ha aggiunto Marco Kayne – ci ha portato alla civiltà alla quale oggi siamo giunti e i movimenti creativi hanno preso non tanto la strada della politica, bensì quella di produzione artistica, capace di influenzare ogni aspetto della società civile: il cinema, la televisione, la comunicazione. Un allestimento creativo di rara eccellenza, che con lo stesso scrupolo è stato trasportato in un catalogo palpitante, che vale la pena sfogliare e leggere”.
Uno dei prossimi traguardi nel quale l’amministrazione guidata da Enrico Trantino intende cimentarsi è quello dell’allestimento di un museo di arte contemporanea. Quindi il primo cittadino ha ceduto la parola donando una chicca: “In quanto presidente della Città metropolitana – ha detto – ho saputo dal segretario generale che la biblioteca storica dell’Ente possiede un manoscritto di Alessandro Manzoni, con firma autografa dell’autore. Un manoscritto di eccezionale valore, che sino ad oggi non conoscevano l’esistenza”. E infine la notizia che Kool Koor, venuto da New York appositamente per essere testimonial della mostra al Palazzo della Cultura ha già effettuato una serie di sopralluoghi per donare a Catania un murales di grandi dimensioni per rivitalizzare il quartiere di San Berillo Vecchio. Lo scopo per nulla velato è quello di attirare a Catania tanti artisti di fama mondiale per coinvolgerli in questo progetto di riscatto artistico-culturale architettonico.
– foto ufficio stampa Metamorfosi Eventi ed Emergence Festival –
(ITALPRESS).












