Sanremo, Carlo Conti “Il Festival è un bouquet per tutti”

MILANO (ITALPRESS) – Fragilità personali, amori irrisolti, stati d’animo inquieti, ma anche brani che allargano lo sguardo al disagio sociale, alla distanza nell’era digitale e, in alcuni casi, al clima internazionale e alla guerra. L’ascolto in anteprima dei brani di Sanremo 2026 per la stampa, ospitato alla sede Rai di corso Sempione a Milano, restituisce un quadro variegato, segnato da un’alternanza tra canzoni più intimiste e proposte dal respiro collettivo, con sonorità che spaziano dal cantautorato al pop, dall’indie al rap, passando per suggestioni elettroniche, richiami agli anni Ottanta e innesti orchestrali più tradizionali. “La scelta delle canzoni è sempre la parte più difficile”, ha esordito il direttore artistico Carlo Conti, prima dell’ascolto dei brani. “Ogni anno è come andare al mercato per comporre un bouquet di fiori il più variegato possibile. Magari pensi di voler fare un bouquet di sole rose e poi trovi anche fiori diversi, qualcosa di inaspettato, che ti colpisce per il colore. L’obiettivo è avere un bouquet variegato, che possa piacere a tante sfaccettature diverse del pubblico”. E così è: nelle trenta canzoni c’è di tutto. Conti lo ha raccontato anche con una battuta, riferendosi al momento in cui ha comunicato ai vertici Rai il numero degli artisti in gara. “Quando ho detto che sarebbero state trenta, questi due signori mi hanno guardato malissimo”, ha detto indicando il direttore di Raiuno, Williams Di Liberatore, e il suo vice, Claudio Fasulo. Un approccio artistico che guarda a un pubblico ampio, come lo stesso Conti ha spiegato raccontando un aneddoto familiare. “L’anno scorso mio figlio conosceva benissimo Olly, mentre mia moglie no. Lei invece sapeva chi era Marcella e lui no”, ha raccontato. “Lo scorso anno è stato particolarmente fortunato, con exploit irrepetibili. È questo il bello del Festival: non puoi pensare solo ai tuoi gusti, devi tenere insieme pubblici diversi”.

Un’impostazione che si riflette anche nei temi delle canzoni. “Ci sono certamente canzoni d’amore, ma forse meno storie di amore uomo-donna e più sentimenti in generale, spesso non esattamente felici. Accanto a questo, avere anche altri temi credo sia positivo: c’è varietà, ci sono brani più leggeri e altri più impegnati, ed è giusto che il Festival tenga dentro tutto”. Un Festival che, via via, sta definendosi. “Spero di poter comunicare in settimana tutti i duetti”, anticipa in merito alla quarta serata del Festival. E su un possibile coinvolgimento di Madonna, magari in un duetto virtuale con Patty Pravo sulle note de La bambola che la popstar canta in uno spot, Conti ha risposto tra il serio e il faceto. “Perché la clip? Portiamo direttamente Madonna”, ha detto sorridendo. “Io fino all’ultimo ci spero, la speranza è l’ultima a morire”, ha aggiunto, chiudendo con una battuta: “Anche se dalle mie parti si dice che chi visse sperando”. E se sul fronte ospiti si sa ancora poco, Conti osserva: “Forse, però, non siamo proprio in alto mare”. Sul versante della memoria del Festival, invece, non ci sono dubbi: Pippo Baudo, scomparso lo scorso agosto, non sarà un convitato di pietra. “Non ci sarà qualcosa di specifico, ma tutto il Festival sarà dedicato a lui”, ha spiegato Conti. “Da anni dico che il Festival che facciamo oggi è nel solco di come ce l’ha insegnato Baudo”. In questo quadro si inseriscono una mostra dedicata a Baudo e Sanremo, in programma a Forte Santa Tecla, e due puntate speciali (sabato 7 e 14 marzo in prima serata) su Raiuno ispirate a Sanremo Top, il programma che Baudo realizzava per seguire l’andamento dei brani nelle classifiche.

Per un Festival che va componendosi, ci sono già polemiche in corso: dalla partecipazione all’Eurovision Song Contest, già boicottata da alcune nazioni per la presenza di Israele (“Stiamo valutando con le case discografiche, che sono ben disposte a partecipare. Faremo un sondaggio durante il Festival“, ha detto Fasulo), alla possibile presenza in gara allo stesso Eurovision della Palestina (“La Rai ha chiesto di non chiudere gli occhi”, ha aggiunto il responsabile della comunicazione, Fabrizio Casinelli). C’è poi il sistema di voto e pure le citazioni di alcuni brand in due brani. “Io prendo l’arte per quello che mi arriva, sia musicalmente che nei testi”, ha detto Conti. “Ci vuole anche un po’ di buonsenso. Se sarà necessario intervenire, credo che gli artisti saranno disponibili”. E Conti è pronto a tutto. “Sono pronto a gestire tutto quello che accadrà, pure a interrompere come mi è già capitato a Tale e Quale”, ha detto. “E se ci fosse un gesto concreto che potesse servire davvero alla pace, io sarei pronto anche a interrompere il Festival. Sarebbe bello poterlo fare per un motivo così”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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